Conte a Bruxelles: «Faremo più rimpatri con l’aiuto della Ue». I tre «obiettivi fondamentali» per il premier
Giuseppe Conte è volato a Bruxelles, dopo aver ricevuto il benestare del Parlamento, che ha dato l’ok al nuovo esecutivo giallorosso. Qui oggi, 11 settembre, incontra la nuova presidente della Commissione europea, la tedesca Ursula Von der Leyen che ieri ha annunciato la propria squadra, oltre al presidente del Parlamento europeo David Sassoli e il presidente designato del Consiglio europeo Charles Michel.
Arrivando nella sede Ue ha già spiegato che una delle priorità fondamentali riguarda l’immigrazione: «Dobbiamo fare molto di più sui rimpatri con l’aiuto dell’Ue, anche su questo abbiamo la piena attenzione», ha detto.
I tre obiettivi
Sono tre gli obiettivi principali per il premier da raggiungere a Bruxelles, come scrive lo stesso presidente del Consiglio su Facebook, partendo proprio dal caso migranti. «In Italia non possiamo dirci soddisfatti del sistema dei rimpatri», che «dovranno essere gestiti a livello europeo, integrando gli accordi che devono essere a livello europeo non possono essere affidati agli Stati come l’Italia».
«Ritengo sia prioritario accelerare per raggiungere tre obiettivi fondamentali e strategici per l’Italia e gli interessi degli italiani: la modifica del Patto di stabilità a favore della crescita, il superamento del regolamento di Dublino sui flussi migratori, un regime di misure e interventi straordinari che favoriscano la crescita e lo sviluppo del nostro Mezzogiorno» , scrive Conte.
Dunque, economia, migranti e Mezzogiorno. Sono gli argomenti di cui Conte parlerà con i vertici dell’Unione europea. A Bruxelles il presidente del Consiglio sarebbe pronto a chiedere maggiore flessibilità per i conti pubblici italiani: per la manovra di bilancio servono margini di deficit più ampi.
E lo anticipa anche nel suo post su Facebook: «Occorre sostenere gli investimenti, a partire da quelli ambientali e sociali nell’ottica di uno sviluppo sostenibile che dia nuovo impulso al mercato del lavoro italiano, evitando un’impostazione di bilancio pro-ciclica non adeguata alle prospettive economiche del continente».
Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione bisogna «raggiungere un’intesa su un meccanismo automatico di sbarchi e redistribuzione, con un’efficace politica europea dei rimpatri».
«Quanto al nostro Mezzogiorno dobbiamo provare a ottenere dall’Europa il riconoscimento di uno statuto speciale per poter varare misure straordinarie per lo sviluppo». La chiusa, infine, è sul nuovo governo, appena inaugurato: «L’Italia oggi è più forte».
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