Carceri, Bonafede: «Su nomina Dap nessun condizionamento, ricostruzione inaccettabile»
«Su nomina Dap nessun condizionamento, ricostruzione inaccettabile», il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, durante l’informativa alla Camera, ha risposto così alle accuse del pm antimafia Di Matteo secondo cui il ministro avrebbe rinunciato a nominarlo capo del Dap dopo «lo stop di qualcuno». Bonafede è finito al centro della polemica dopo la scarcerazioni di alcuni boss e in generale per la gestione nelle carceri dell’emergenza Coronavirus.
La polemica si è fatta particolarmente accesa dopo l’accusa del pm antimafia Di Matteo, tanto che il centrodestra ha depositato contro il ministro una mozione di sfiducia. Durante l’informativa Bonafede ha smentito qualsiasi condizionamento. Dopo le scarcerazioni dei boss, il ministro ha cercato di fare marcia indietro con un nuovo decreto sulle scarcerazioni.
«C’è un confine e un limite a tutto e per me, quel confine, in politica e fuori dalla politica, è rappresentato dalla mia onorabilità, nonché dal rispetto degli altri e della memoria di chi è morto per servire il Paese. Le immagini delle stragi di mafia buttate a caso tra un chiacchiericcio e un altro di improvvisati esperti antimafia, l’alone di mistero intorno al nulla per evocare inesistenti retroscena, sono tutte operazioni che mancano di rispetto proprio alle vittime di quelle stragi e ai loro familiari», ha detto Bonafede.
«Si continuano a cercare possibili condizionamenti evocando, in modo più o meno diretto, i vari livelli istituzionali. Una volta per tutte: non vi fu alcuna “interferenza”, diretta o indiretta, nella nomina del capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Punto! Non sono disposto a tollerare più alcuna allusione: lo devo a me stesso ma lo devo prima di tutto alla carica istituzionale che mi onoro di ricoprire». E ha concluso, chiudendo il capitolo su Di Matteo: «Vorrei dire un’ultima cosa: il fronte antimafia rimane unito».
Scarcerazioni
«Riguardo alle strumentalizzazioni che qualcuno vorrà ancora una volta fare in merito alle ormai note scarcerazioni, ricordo che sono state determinate da decisioni prese, in piena autonomia e indipendenza, dai magistrati competenti (nella maggior parte dei casi per motivi di salute), sui quali, ovviamente, non c’è stato alcun condizionamento da parte del ministero o del governo», ha sottolineato il Guardasigilli. E ha poi aggiunto: « I due decreti legge approvati nel giro di una settimana rappresentano la migliore risposta dello Stato per garantire una stretta sulle richieste di scarcerazione e, contemporaneamente, riportare i detenuti davanti al giudice affinché, visto che il quadro sanitario è cambiato, vengano rivalutate tutte le questioni di salute».
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