Quando la madre dei fratelli Bianchi con la stampa si commuoveva per la morte di Willy
«Se penso alla mamma di Willy sto male. Vorrei darle tutto il mio cordoglio, mandarle un abbraccio, ma a che servono le parole?». A leggere le parole che la madre dei fratelli Bianchi rilasciò al Corriere della Sera due giorni dopo dal pestaggio del 21enne di Colleferro, Willy Monteiro Duarte, ormai più di un anno fa, il 6 settembre 2020, sembra si tratti di un’altra persona. Simonetta di Tullio ha dichiarato fin da subito l’innocenza dei suoi due figli, imputati per l’omicidio di Willy, ma in quelle prime ore di sconvolgimento dopo la tragedia non si risparmiò nel mostrarsi consapevole dell’inaudita gravità del fatto. «Nessun genitore può sopportare un dolore simile», aveva continuato a dire provando a mettersi nei panni della famiglia del giovane ucciso. A distanza di più di un anno dall’uccisione di Willy, le parole che arrivano dalla madre dei Bianchi dipingono tutt’altra verità. «L’hanno messo in prima pagina manco fosse morta la regina». Ora Simonetta di Tullio parla così dell’omicidio del giovane, stupita dal clamore mediatico dato alla tragedia. La donna si è recata a colloquio con suo figlio Gabriele rinchiuso insieme al fratello nel carcere di Rebibbia. Dalle intercettazioni dei carabinieri emerge un dialogo di rabbia e amarezza contro i media che stanno dando grande spazio alla morte del ragazzo. Tra le principali preoccupazioni anche quella economica: «Non ci sta più nessuno», dice a Gabriele, «ti hanno abbandonato tutti amore mio! Si tenemo venne (ci dobbiamo vendere) le macchine, tutto perché non c’è rimasto più niente». Il discorso continua contro tutti quelli che negli ultimi mesi hanno osato definire mostri i figli Marco e Gabriele: «Quando sarà tutto finito, quante persone mi levo dananzi (davanti) … quante!», promette Simonetta in una sete di vendetta che sembra essersi alimentata nel corso dei mesi. «Una volta dimostrato … Tutta quella fanga che ci hanno messo in cima e che hanno visto l’innocenza di te e di tuo fratello, saremmo soltanto noi famiglia a casa mia». Quella raccontata dalla madre dei Bianchi è definita come solo una «disgrazia» che ha portato alla reclusione «di due ragazzi innocenti». Da sola a colloquio con Gabriele parla anche del marito che proprio «a venire qua non tiene coraggio, sennò gli piglia l’infarto».
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