L’epidemiologo di Gavi: «Una nuova variante viene fuori ogni 4 mesi, dobbiamo continuare a vaccinare»
Seth Berkley è l’epidemiologo che dal 2011 guida Gavi, partnership pubblico-privata alla testa di Covax, l’iniziativa globale per garantire un accesso equo ai vaccini anti Covid-19 nei Paesi a basso e medio reddito. In un’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera mette in guardia contro i pericoli che derivano dal considerare finita l’emergenza: «Il calo di attenzione nei governi e tra la gente è un problema enorme in questo momento. Con una nuova variante ogni quattro mesi, non possiamo farci trovare impreparati all’arrivo della prossima ondata». Per Berkley «l’esitazione vaccinale continua a essere più alta nei Paesi ad alto reddito rispetto a quelli a medio. La principale causa è la politicizzazione del vaccino, con i social che amplificano il messaggio. “Se negli Usa e in Europa dicono che il vaccino aumenta l’infertilità qualcosa di vero ci sarà”, considerano molti nel Sud del mondo, per esempio».
Per questo Covax lavora a «finanziamenti per coinvolgere i leader delle comunità africane. Insieme con i nostri partner, Unicef e Oms, stiamo lavorando con società di social media e sviluppatori di contenuti per fare in modo che quando qualcuno cerca un’informazione non finisca subito su qualche sito di teorie cospirative: in questo stiamo investendo tra i 50 e i 100 milioni di dollari. I Paesi a basso reddito hanno ricevuto finora un miliardo di dollari per consegnare le dosi, istruire il personale sanitario e rafforzare la sensibilizzazione delle comunità». L’alleanza lavora a «raccogliere almeno 5,2 miliardi di dollari. Con tre obiettivi: aiutare i Paesi più indietro nella protezione vaccinale prima che scoppi una nuova ondata; coprire i costi accessori legati alle dosi donate, per esempio quelli per le siringhe; metterci in grado di poter acquistare fiale appena ce ne fosse bisogno».
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