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Il sangue pianto dalla Madonna di Trevignano? È quello di Gisella Cardia. L’indagine per truffa e la risposta dell’avvocata della santona

13 Febbraio 2025 - 14:18 Ugo Milano
madonna trevignano sangue gisella cardia indagine truffa
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Secondo la perizia ordinata dalla procura di Civitavecchia, le gocce rosse sulla statuina sarebbero perfettamente riconducibili al Dna della santona. Ma la legale non demorde e rilancia l'ipotesi di sangue misto: «Conoscete il Dna della Madonnna?»

Le lacrime di sangue apparse sulla statua della Madonnina di Trevignano sono di Gisella Cardia, la santona che negli scorsi mesi era riuscita a raccogliere a sé sulla collina di Trevignano, nei pressi di Roma, centinaia di fedeli convinti che la donna fosse in diretta comunicazione con la Madonna e avesse poteri miracolosi. Di soprannaturale non c’era nulla, come aveva già ribadito anche il vescovo. Come racconta Erica Della Pasqua sul Corriere della Sera, la nuova svolta arriva dai periti, secondo cui il Dna rinvenuto nelle tracce di sangue sarebbe sovrapponibile completamente con il profilo genetico di Gisella Cardia, È il risultato della super-perizia ordinata dalla procura di Civitavecchia e terminata ieri, mercoledì 12 febbraio, nei laboratori di Tor Vergata. Una scoperta che potrebbe giocare un ruolo chiave sull’indagine per truffa a carico di Gisella Cardia.

I risultati delle analisi

Già dai primi risultati ottenuti dal team del genetista forense Emiliano Giardinia, quello che si occupò del celebre caso di Yara Gambirasio, era emerso che si il sangue sul viso della statuina era umano, e in particolare femminile. Erano dunque cadute le ipotesi che fosse pittura rossa o sangue animale, in particolare suino. Poi ulteriori analisi hanno dimostrato come il Dna trovato sul volto della Madonna sia esattamente identico a quello di Gisella Cardia. Insomma l’analisi scientifica ha confermato l’assenza di sovrannaturalità, come già aveva fatto la Chiesa.

La super-perizia e l’indagine per truffa

Se i risultati della super-perizia saranno depositati entro il 28 febbraio, gli inquirenti potranno utilizzare i risultati in fase di procedimento penale. Non è ancora stato deciso, infatti, se la presunta veggente sarà rinviata o meno a giudizio per truffa: «Se il profilo è singolo significa che è solo di Cardia e lo ha messo lei, quindi in questo caso si andrebbe a giudizio», ha spiegato Solange Marchignoli, legale della santona. Ma questa possibilità, agli occhi dell’avvocata, è ben lontana: «La macchia di Dna merita un approfondimento. Se come ci aspettiamo il sangue è misto vuol dire che il Dna trovato sulla statua non contiene solo il Dna di Gisella, perché lei ha utilizzato la statuetta, l’ha baciata e maneggiata». Il sangue di Cardia, secondo Marchignoli, sarebbe dunque finito sul volto della statuina in maniera del tutto fortuita.

La difesa della legale: «Conoscete il Dna della Madonna?»

E sulla sovrannaturalità? Neanche l’evidenza che si tratti di sangue umano fa fare passi indietro alla legale: «Lei conosce il Dna della Madonna? Qualcuno sa dirci? Io non ho risposte. Deduco non sia umano ma questo è un nostro pensiero: ci addentriamo nella fede?». E sulla posizione della sua assistita assicura: «So per certo che è mossa da una fede profonda, non ha niente da guadagnare da questa cosa. Se non fosse mossa dalla fede sarebbe una pazza a fare tutto questo, e lei pazza non è».

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