Sfiducia a Santanché, Pozzolo (FdI) si schiera per il “sì” ma lui non c’è: «Ero a Vercelli». E il voto conta lo stesso
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Tra i 134 voti che alla Camera dei Deputati hanno votato in favore della sfiducia – poi respinta – nei confronti della ministra del Turismo Daniela Santanché, c’era anche il sì di Emanuele Pozzolo, suo compagno a Fratelli d’Italia. Peccato che in quel momento il deputato di FdI, sospeso dal partito dopo la vicenda dello sparo nella notte di Capodanno per cui si è aperto martedì il processo, fosse a Vercelli. Il dono dell’ubiquità non è dato, tanto che è lo stesso Pozzolo a dirsi sorpreso: «Io non ero a Roma. Finisce qui il giallo, non posso aver votato la sfiducia», chiarisce all’Adnkronos. In serata la spiegazione della Camera: un semplice errore tecnico.
Il “giallo” durante la votazione
Sulla schermata di Montecitorio, durante la votazione della mozione di sfiducia nei confronti della ministra Santanché, accanto al nome di Emanuele Pozzolo sono comparse due lettere: «Sì». Un giallo – se così si può definire – destinato a spegnersi di lì a poco. Non solo perché gli assistenti avevano già verificato la sua assenza in Aula, come quella di tanti altri deputati della maggioranza, tanto che in sottofondo si sentono le parole «Pozzolo assente». Ma anche perché sarebbe stato un voto davvero clamoroso, una coltellata in piena schiena a un’esponente del proprio governo e controcorrente rispetto alla posizione della maggioranza.
L’ammissione dell’errore e il conteggio del voto
«Io non ero a Roma, sono a Vercelli», ha fugato ogni dubbio il deputato di FdI. «È molto singolare, sarà sicuramente un errore di registrazione del voto», spiega all’agenzia. E di errore effettivamente si è trattato, come hanno ammesso alcune fonti della Camera. L’errore, però, non è decisivo per il risultato della votazione, che ha premiato la titolare del Turismo. Per questo il voto non sarà ripetuto ed è invece preso per valido. Insomma, alla fine Pozzolo – volente o nolente – ha votato contro Santanché.