Chiara Petrolini, chiusa l’indagine sulla 22enne accusata di aver ucciso e sepolto due figli neonati. L’avvocato: «Senza relazioni esterne non ci riproverà»


La procura di Parma ha chiuso le indagini preliminari su Chiara Petrolini. La 22enne è accusata di duplice omicidio e soppressione di cadaveri di due neonati, da lei partoriti – a distanza di un anno l’uno dall’altro, all’insaputa di tutti – e sepolti nel giardino della villetta familiare, a Vignale di Traversetolo, in provincia di Parma. Si avvicina, dunque, il processo. L’avviso di fine indagine è stato notificato al difensore della giovane, l’avvocato Nicola Tria. Petrolini si trova attualmente ai domiciliari, e ieri – martedì 25 febbraio – la Cassazione – accogliendo il ricorso di Tria – ha annullato con rinvio a un nuovo Riesame la decisione della custodia in carcere. «Ci credevo in questa decisione, l’ordinanza del Riesame che disponeva il carcere aveva dei vizi che ho evidenziato nel mio ricorso – dice a la Repubblica -. Adesso aspetto di leggere le motivazioni».
Il legale: «Gli arresti domiciliari sono adeguati»
Il legale ha fatto inoltre sapere di aver avvisato la sua assistita e i genitori, che «si erano preparati all’ingresso in carcere della figlia», precisa. Il motivo fondante del ricordo di Tria è «l’adeguatezza degli arresti domiciliari invece della custodia in carcere. Il nodo vero – continua – di questa vicenda è la specificità del rischio di recidiva, che era il fondamento della misura cautelare richiesta dalla procura». E che per l’avvocato non sussiste. Tria poi spiega: «Interrompendo le sue relazioni esterne, non c’è il rischio di reiterazione del reato». La procura riteneva, inoltre, che non fosse sufficiente la sorveglianza dei genitori conviventi. Giudizio, stando alle parole dell’avvocato, «ingeneroso». Petrolini da gennaio è tornata a vivere nella casa di Vignale, con la famiglia, dopo il dissequestro del luogo dei delitti, al termine degli accertamenti investigativi e dopo che, per il primo periodo di domiciliari, disposti dal Gip di Parma e scattati il 20 settembre, era stata in un’altra abitazione.
Le accuse e l’indagine
Alla giovane la Procura parmigiana, con il procuratore Alfonso D’Avino e la pm Francesca Arienti, contesta l’omicidio e la soppressione di cadavere per il neonato partorito il 7 agosto 2024, prima di andare con i genitori in vacanza negli Stati Uniti e per il primogenito venuto alla luce il 12 maggio 2023. Nati al termine di due gravidanze di cui nessuno, familiari e fidanzato di Petrolini inclusi, aveva mai saputo nulla. L’ipotesi, supportata dalle analisi medico legali per il secondo figlio, è che la madre abbia tagliato il cordone ombelicale, provocando la morte per dissanguamento. Meno certezze sono invece arrivate sulle cause della morte del primo bambino, i cui resti erano stati trovati successivamente e in condizioni più deteriorate, scavando nel giardino.
Di tutto questo si discuterà in aula, come anche si discuterà delle condizioni psichiche della giovane. La versione data dalla ragazza, nei primi interrogatori in cui non sono mancate bugie e contraddizioni, è che pensava che i figli fossero nati morti. Poi, quando è stata chiamata davanti al Gip dopo l’esecuzione dei domiciliari, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Da quel momento non risulta abbia più parlato. A gennaio però ha voluto partecipare al procedimento civile per l’iscrizione anagrafica dei due neonati. Sia lei sia il fidanzato hanno scelto i nomi per i bambini, due nomi per ciascuna vittima: Angelo Federico e Domenico Matteo, bambini sepolti nel giardino della casa dove anche questa notte Chiara rimane a dormire.