I 3500 soldati italiani che possono finire in Ucraina per la missione di pace Onu


Tremilacinquecento soldati. E nessun carro armato. Pronti in due mesi dall’ordine. Per i militari italiani in Ucraina nell’ambito del peacekeeping Onu è iniziato il conto alla rovescia. Un contingente italiano che non incrementa in organico ma intanto è sovraccarico di impegni sulla sicurezza interna e per i nuovi accordi atlantici. Quindici anni fa, ricorda oggi Repubblica, la Difesa italiana schierò nella regione di Herat quasi cinquemila tra uomini e donne. Ora i numeri saranno risicati. A causa di un calcolo molto semplice da fare. Ovvero la sottrazione tra il totale complessivo e il peso delle incombenze.
Il calcolo
L’esercito oggi dispone di 94 mila tra soldati, sottufficiali e ufficiali. Si tratta di volontari e professionisti. Il 65% ha tra i 30 e i 50 anni. I graduati ne hanno in media 40. 40 mila di loro servono per mantenere comandi e caserme o non può prendere parte per vari motivi a spedizioni oltre frontiera. La vera base operativa è di 54 mila militari. Ma avere mille soldati in missione comporta averne un numero uguale in addestramento in vista dell’incarico e altri mille che si riposano in vista dell’entrata in servizio. Oggi settemila si occupano di “Strade Sicure”, pattugliando stazioni ferroviarie, metropolitane e una serie di obiettivi sensibili. Quattromila sono in Libano, nel Kosovo, in Lettonia, in Bulgaria e in Ungheria.
Le riserve
Poi ci sono le forze in prontezza. Ovvero le riserve italiane delle difese Nato o Ue. Fino allo scorso anno vincolavano 6.500 militari. Dal 2025 per effetto della nascita della Forza di reazione rapida atlantica sono saliti a 11 mila. Obbligando così i comandi ad avere due brigate in stand by. La task force ucraina nascerebbe per questo bacino. E arriverebbe ad avere al massimo tra i 3500 e i 4 mila operativi. Sotto il coordinamento del Covi, comando di vertice interferze. Lo guida il generale Giovanni Iannucci. E secondo le indiscrezioni circola già uno studio dei reparti più idonei. Che però verranno decisi in base al mandato. Se fosse necessario un contingente di interposizione per vigilare sul cessate il fuoco, potrebbe toccare alla Folgore o agli alpini.
Una missione di deterrenza?
Per una missione di deterrenza ci vorrebbero invece le brigate meccanizzate come la Garibaldi o la Pinerolo. E mezzi come carri armati e veicoli cingolati da combattimento. Ma quelli italiani sono troppo vecchi. Gli ariete per esempio sono indietro di 25 anni. 125 tank dovranno essere ammodernati e arriveranno dopo l’estate. I cingolati corazzati Dardo per il trasporto della fanteria mancano di manutenzioni. Ma ci sono le autoblindo come Centauro 2. Hanno la torretta di un carro armato con un cannone da 120 millimetri su uno scafo con otto ruote motrici. E le Freccia per la protezione della fanteria, sempre con otto ruote motrici e una mitragliera da 25 millimetri.