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Teo Teocoli ha litigato con Fabio Fazio e non va più in tv: «Mi hanno chiuso in uno sgabuzzino per tre ore»

26 Febbraio 2025 - 06:05 Alba Romano
teo teocoli lite fabio fazio sgabuzzino
teo teocoli lite fabio fazio sgabuzzino
Ieri ha compiuto ottanta anni. E oggi torna a parlare di Celentano: «Tanto sta in casa, forse traffica con Adrian»

Teo Teocoli ha 80 anni. Antonio Teocoli, già detto Nino, è cresciuto nella periferia di Milano. Ballerino di livello ma non uno studente modello, in un’intervista al Corriere della Sera ricorda quella volta che andò a cena con Gianni Agnelli nel ristorante più caro di Saint-Tropez: «Mangiare costava come una 500, simulai una raffinata e signorile inappetenza. Temevo il conto, ma ero ingenuo: se c’è Agnelli al tavolo mica si fanno le quote». Intanto, spiega a Renato Franco, ha festeggiato «in balera con gli amici. Abbiamo mangiato qualcosa, ma poca roba perché non ho tanti soldi. C’era anche Boldi, è arrivato in barella: i cinepanettoni l’hanno distrutto».

Le telefonate di auguri

Ha ricevuto tante telefonate di auguri: «Gerry Scotti, Paolo Maldini, il signor Carlo della Gialappa che vive a Camogli, madonna che tristezza Camogli d’inverno, da spararsi». Ma uno non l’ha chiamato: Adriano Celentano. Con lui non si sentono «ormai da cinque anni. Una volta a Milano se uno non ti chiamava per un mese, gli telefonavi e gli dicevi: oh, ma sei morto? Era una battuta. Ma lui se l’è presa. So che tanto sta in casa, forse traffica ancora con Adrian …». E Teocoli ricorda che quel programma di sei anni fa «l’ha distrutto, gli ha fatto male». Celentano gli manca «molto, moltissimo, lo frequento da quando avevo 14 anni. È stato il più grande di tutti, oggi spero che sia felice».

Le serate

Racconta di una serata in cui ha guadagnato tanto con il minimo sforzo: «Un Capodanno agli Arcimboldi, una quindicina di anni fa, in prima fila c’erano i due fratelli Inzaghi, uno lo amavo e l’altro lo odiavo: mi hanno dato 200 mila euro. Ma io non li maneggio i soldi, per 10 anni ho avuto una carta di credito che non usavo mai: in banca pensavano che fossi morto». La sua imitazione più riuscita è «quella di Adriano. Ma non è più un’imitazione, ormai sono io Adriano, è un passaggio dell’anima: ho fatto più di seimila serate imitandolo, lui negli ultimi 30 anni avrà fatto sì e no 10 serate, e ’sta cosa che ora nemmeno mi calcola…».

Le serate di saluto

Adesso, rivela, fa tante serate di saluto: «Quelle dove vai e chiedi: come state? vi divertite? Te ne vai e ti danno mille euro. Uguale a 50 anni fa». La tv oggi «mi manca, ma è difficile, oggi va per gruppi, il Tavolo di Fazio si è talmente allungato che tirano giù il muro e finiscono a Lambrate». Prima andava da Fazio: «Sì, mi ha chiamato ma poi abbiamo litigato. Mi han lasciato in uno sgabuzzino ad aspettare per tre ore senza farmi intervenire, quando sono uscito ho strillato un po’ a tutti». E sul suo brutto carattere: Lo dicono tutti. Penso di essere il re del dettaglio e quindi invece di ragionare strillo subito». Infine, il suo slogan per gli 80 anni: «I Beatles sono stati l’amore musicale della mia vita, li ascoltavo tutte le notti, quindi penso che morirò quando morirà l’ultimo Beatles, che immagino sia Ringo Starr… Ecco, una cosa però: non vorrei trovarmi a letto con Yoko Ono».

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