Gene Hackman e la moglie trovati morti insieme al cane nella loro casa di Santa Fe
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L’attore Gene Hackman e la moglie Betsy Arakawa sono stati trovati morti nella loro casa di Santa Fe insieme al loro cane. Lo sceriffo della contea ha confermato di averli trovati senza vita poco dopo la mezzanotte di giovedì 27 febbraio. Al momento non ci sono cause del decesso né segni evidenti di un atto criminale. Santa Fe è la capitale del New Mexico. L’attore aveva 95 anni, la moglie 63. Lo sceriffo Adan Mendoza ha detto che non ci sono segni evidenti di un atto criminali, ma non ha fatto ipotesi sulla causa di morte. Hackman si è ritirato da venti anni dalle scene. L’ultimo film è del 2004.
Il ritiro dalle scene nel 2004
Nel 2021 una sua foto è stata scattata dal fotografo Jems L. Neibaur, che aveva fatto sapere: «Gene Hackman si è ritirato dal mondo della recitazione 17 anni fa, ma recentemente si è fatto scattare questa foto per mostrare che a 91 anni è vivo e sta bene, e vive in New Mexico. Va ogni giorno in bicicletta e rimane attivo e impegnato con hobby e amici». Il primo film di successo di Hackman è Bonnie and Clyde del 1967. In seguito ha recitato in film e serie tv come Superman, Il braccio violento della legge, Get Shorty. Nel 2004 ha annunciato il suo ritiro dalle scene. L’attore premio Oscar ha smesso di recitare a causa del forte stress a cui era sottoposto, diventato ingestibile dopo che ha iniziato ad avere problemi cardiaci. Inizialmente alcuni ipotizzarono che la sconvolgente decisione avesse a che fare con il suo matrimonio.
Gli Oscar
Nato in California il 30 gennaio 1930, l’attore si era arruolato nell’esercito dopo aver mentito sulla sua età a 16 anni, prestando servizio per quattro anni e mezzo. Dopo il ritorno in California si trasferì a New York.
Hackman ha vinto il suo primo Oscar per il ruolo di Jimmy “Popeye” Doyle in The French Connection. Nel 1992 il secondo Academy Award per il suo ruolo nel western di Clint Eastwood Gli spietati. Tra le sue parti anche quella in Pronti a Morire. La sua prima moglie è stata Fay Maltese, morta nel 2017, dalla quale ha avuto tre figli: Christopher Allen, Elizabeth Jean e Leslie Anne. I due hanno divorziato nel 1986 dopo 30 anni di matrimonio. Nel 1991 il matrimonio con Arakawa, con la quale era fidanzato da 7 anni. Un anno prima Hackman era stato sottoposto a un intervento di angioplastica.
L’asteroide e i libri
Nel 2012, dopo il ritiro dalle scene, è stato investito da un camion mentre andava in bicicletta nelle Florida Keys. Hackman è stato un sostenitore del Partito Democratico. Hackman ha avuto l’onore di avere dedicato un asteroide: si chiama 55397 Hackman. L’attore ha scritto tre romanzi di narrativa storica: Wake of the Perdido Star (1999), un’avventura marina del XIX secolo. Poi Justice for None (2004), racconto di un omicidio dell’era della Grande Depressione. Infine, Escape from Andersonville (2008) su una fuga dalla prigione durante la guerra civile americana. Il suo primo lavoro, una storia di amore e vendetta ambientata nel Vecchio West intitolata Payback at Morning Peak, è stato pubblicato nel 2011. Il suo ultimo romanzo Pursuit, un thriller poliziesco, è uscito nel 2013.
La filmografia
Gene Hackman è stato è stato un sacerdote in L’avventura del Poseidon (1972) di Ronald Neame, un barbone sarcastico e sognatore in Lo spaventapasseri (1973) di Jerry Schatzberg. Ed è apparso in un divertente cammeo, nella parte di un eremita cieco, in Frankenstein junior (1974) di Mel Brooks, prima che Francis Ford Coppola in La conversazione” (1974) gli consentisse di interpretare uno dei suoi ruoli migliori e più complessi. Quello dell’ambiguo e solitario tecnico del suono Harry Caul che usa la sua conoscenza per fini poco edificanti sino alla scoperta finale della propria umanità. Dopo Una donna chiamata moglie (1974) di Jan Troell, i personaggi di Hackman, apparentemente forti e virili, sono apparsi sempre più disincantati e malinconici. Come il cowboy di “Stringi i denti e vai!” (1975) di Richard Brooks e il detective privato di “Bersaglio di notte” (1975) di Arthur Penn.
Superman
È stato inoltre diretto da Stanley Donen in “In tre sul Lucky Lady” (1975) e da Stanley Kramer in “Il principio del domino: la vita in gioco” (1977). È apparso tra i protagonisti dei film di guerra “Quell’ultimo ponte” (1977) di Richard Attenborough e “La bandera – Marcia o muori” (1977) di Dick Richards, prima di caratterizzare, con volontari eccessi misti a tocchi autoironici, un ‘cattivo da fumetto’, il folle Lex Luthor antagonista di Superman in “Superman “(1978) diretto da Richard Donner, “Superman II” (1980) di Richard Lester e “Superman IV” (1987) di Sidney J. Furie.
Dopo un ruolo secondario in “Reds” (1981) di Warren Beatty, ha interpretato anche figure positive: il colonnello che con i suoi soldati cerca di liberare il figlio in “Fratelli nella notte” (1983) di Ted Kotcheff; il giornalista che si trova nel Nicaragua alla vigilia della rivoluzione in “Sotto tiro” (1983) di Roger Spottiswoode; l’ex agente della Cia al quale viene rapita la moglie in “Target – Scuola omicidi” (1985) di Penn.
Le altre parti
E ancora: l’allenatore di basket in “Colpo vincente” (1986) di David Anspaugh; il risoluto federale antirazzista di “Mississippi burning”. Tra le figure negative di ue periodo: l’uomo d’affari che trascura il figlio maggiore in “Incompreso – L’ultimo sole d’estate” (1984) di Schatzberg; il segretario della Difesa di “Senza via di scampo” (1987) di Roger Donaldson. Sempre legato a personaggi d’azione, come in “Power” (1986) di Sidney Lumet, “Bat 21” (1988) di Peter Markle, “Boxe” (1988) di David Drury e “Uccidete la colomba bianca” (1989) di Andrew Davis, è tuttavia entrato con estrema disinvoltura nel clima del cinema di Woody Allen con “Un’altra donna” (1988), in cui ha interpretato il ruolo dello scrittore un tempo innamorato della protagonista.