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Trump tira dritto sull’Ucraina: «Domani firmiamo sulle terre rare. Putin? Mi fido di lui». E Starmer s’inchina: «L’aspettiamo a Londra!» – Il video

27 Febbraio 2025 - 20:40 Ugo Milano
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Il premier britannico anziché criticare la linea Usa ne tesse le lodi: «Ha cambiato schema su Kiev». Il siparietto sulla lettera di Re Carlo

Il premier inglese Keir Starmer è volato a Washington da Donald Trump. Pochi giorni dopo la visita del presidente francese Emmanuel Macron, toccava a Sir Starmer convincere – o almeno, provarci – il Commander in Chief americano a non abbandonare l’Europa, la Nato e l’Ucraina. Obiettivo che, stando alle battute pubbliche scambiate dai due a margine del bilaterale alla Casa Bianca, non pare proprio essere stato centrato. Trump infatti, faccia a faccia col leader laburista attonito, ha confermato di fatto in toto la sua linea nei confronti di quel che accade sul continente europeo. Con l’Ucraina la musica è cambiata, e l’accordo sui minerali e le terra rare – ha ribadito il leader Usa – verrà firmato domani, venerdì 28 febbraio, quando a Washington sbarcherà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Accordo che Trump definisce però un «backstop», ovvero una sorta di garanzia per la sicurezza dell’Ucraina. La parola è quella usata in questi giorni dai leader europei per chiedere coperture adeguate sul futuro di Kiev, oltre che sulla futuribile missione di peace-keeping a guida europea. Tra le garanzie non rientra, però, «l’adesione dell’Ucraina alla Nato», ha confermato Trump. Che d’altra parte di Vladimir Putin si fida, ha confermato candido: «Non credo che violerà la sua parola» sull’accordo in Ucraina. Avanti tutta pure sui dazi all’Ue: «Abbiamo problemi con l’Ue perché ci mettono dazi sotto forma dell’imposta di valore aggiunto. Fa causa alle nostre aziende. Hanno fatto causa ad Apple per 16 e 17 miliardi, che è completamente ridicolo. Hanno fatto causa a Google. Non ci piace come ci tratta», ha detto Trump. «Avremo dazi reciproci: tasseremo quanto loro tassano noi», ha concluso. 

Tappeti rossi a Londra

Di fronte al solito Trump incontenibile, Starmer ha provato però la carta della seduzione. «Ha cambiato la conversazione sull’Ucraina: possiamo raggiungere un accordo storico», ha detto in primis sul dossier politico-militare più spinoso. Poi gli ha consegnato in pompa magna una lettera di Re Carlo. «Devo leggerla adesso?», ha scherzato Trump. Che l’ha aperta, scorsa davanti alle telecamere e annuito soddisfatto: «Very nice». La lettera, ha poi spiegato lo stesso Starmer, contiene un invito speciale per Trump per una seconda visita di Stato nel Regno Unito dopo quella offerta nel giugno 2019 (dall’allora Regina Elisabetta). «Una seconda visita di Stato è una cosa senza precedenti», ha sottolineato Starmer, mentre Trump già assaporava i fasti dei banchetti e dei tappeti rossi stesi in suo onore.

Promesse e equivoci

Il premier britannico è arrivato d’altronde alla Casa Bianca dopo aver annunciato nei giorni scorsi un altro progetto utile a ingolosire il leader Usa: quello di aumento della spesa per la difesa al 2,5% del Pil entro il 2027, con l’impegno di arrivare al 3% negli anni successivi. Quanto alla possibile missione militare con soldati europei in Ucraina dopo il cessate il fuoco, comunque, Trump ha preso tempo. «Prima di inviare i peacekeeper bisogna trovare un accordo di pace». E nella “conferenza stampa”, ha poi eluso una domanda sulla sua accusa a Zelensky di essere un «dittatore». «Io ho detto questo?», ha risposto il presidente americano che in realtà ha proprio scritto, nero su bianco, in un post su Truth che il leader di Kiev è, secondo lui, «un dittatore non eletto e un comico mediocre».

Foto copertina: ANSA / WILL OLIVER | Il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer alla Casa Bianca, giovedì 27 febbraio

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