Questo video non dimostra la presenza di nanotecnologie al grafene nei vaccini Covid
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Ogni tanto tornano a circolare condivisioni Facebook di video dove Pablo Campra parla di analisi al microscopio dove si vedrebbero nanotecnologie basate sul grafene nei vaccini Covid. E noi puntualmente non possiamo far altro che ricordarne l’infondatezza. Ecco perché.
Per chi ha fretta:
- Continuano a circolare immagini dove Campra mostra foto al microscopio che dimostrerebbe la presenza di nanotecnologie al grafene nei vaccini Codiv.
- Come abbiamo visto in precedenti analisi le foto in oggetto sono state tratte con metodi discutibili senza accertare l’assenza di impurità negli strumenti utilizzati.
- Quel che si vede continua a risultare compatibile anche con sostanze comunemente presenti nei vaccini, come il colesterolo.
Analisi
Ecco alcuni fotogrammi del video di Campra sulle fantomatiche nanostrutture al grafene nei vaccini:
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grafene nei vaccini
Tutto quello che vedete nel filmato sul presunto grafene nei vaccini e le fantomatiche nanotecnologie è un riassunto del lavoro di Campra che avevamo già analizzato riscontrandone l’infondatezza. Tutto è cominciato da un presunto studio scientifico di Campra, dove verrebbe dimostrata la presenza dell’ossido di grafene nei vaccini Covid. A seguito della sua pubblicazione, la ricerca è stata ampiamente disconosciuta dal suo stesso Ateneo. Non è possibile considerarlo uno studio valido in quanto non è stato nemmeno sottoposto al rigoroso processo della peer review e successivamente pubblicato in una rivista scientifica non predatoria. Campra affermò che le analisi corrispondevano a un unico campione. Inoltre, nelle conclusioni non affermò di aver riscontrato il materiale ricercato: «lo studio microscopico del campione fornisce solide evidenze della PROBABILE presenza di derivati di grafene, sebbene la microscopia non fornisce prove conclusive».
Come sono stati trattati gli strumenti?
Tra i principali collaboratori e promotori del lavoro di Campra c’è Ricardo Delgado Martín di La Quinta Columna, il quale ha diffuso le foto in microscopia elettronica che dovrebbero dimostrare come il vaccino di Pfizer conterrebbe nanotecnologie basate sul grafene. Le presunte strutture inserite in un contesto cospirazionista sembrerebbero mostrare effettivamente dei circuiti nanotecnologici. Nessuno sembra chiedersi come sono stati trattati i vetrini. In che modo è stato escluso che si trattasse di impurità (banalmente sporcizia) che hanno falsato i risultati. Infatti agli occhi di un esperto si tratta più probabilmente di cristalli di colesterolo (leggete per esempio qui a pagina 6). Avevamo visto foto ben più “inquietanti” tratte da quelle diffuse in precedenza da Campra e Delgado, come la seguente:
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Vi mostriamo un’altra immagine, ancora una volta raffigurante un cristallo di colesterolo individuato nelle urine e non certo delle fantomatiche nanotecnologie:
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Che cosa contiene il vaccino Pfizer? Tra i suoi ingredienti troviamo proprio il colesterolo:
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Conclusioni
Le immagini mostrate da Campra su presunte nanostrutture al grafene nei vaccini Covid non sono probanti. Si tratta di materiale frutto di lavori non sottoposti a regolare peer review, già disconosciuti dall’Ateneo in cui il ricercatore operava, che possono spiegarsi già con eventuali impurità negli strumenti utilizzati.
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