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Le suore di clausura fregate dalla truffa telefonica: «La badessa ha dato 2.700 euro a una falsa impiegata del comune»

suore convento benedettino tagliacozzo truffa
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Succede a Tagliacozzo in Abruzzo. «I soldi servivano per i dolci di Pasqua»

Le suore del convento di clausura benedettino di Tagliacozzo nella rete delle truffe telefoniche. La madre badessa Donatella Di Marzio ha versato 2.700 euro su una carta postepay dopo la telefonata di un finto dipendente comunale. Che chiedeva un bonifico per i lavori di manutenzione del tetto. «Quel denaro era destinato all’acquisto degli ingredienti e di alcuni utensili da cucina per la produzione dolciaria in vista della Pasqua», ha confidato Di Marzio al sindaco Vincenzo Giovagnorio. E adesso, racconta Repubblica, il paese da seimila abitanti ha cominciato a donare soldi per riparare.

La truffatrice

Sulla facciata del monastero da alcune settimane è affisso il cartello per i lavori del rifacimento del tetto. Questo, secondo i carabinieri, ha dato l’idea della truffa. Una finta dipendente comunale lunedì 17 marzo ha telefonato al convento: «Mi ha detto che il contributo finanziario devoluto dalla Regione per i lavori di manutenzione al tetto per sbaglio era stato in eccesso: erano stati versati 32mila e 700 euro invece di 30 mila». La suora c’è cascata. Gestisce il monastero da 15 anni, prima lavorava in banca. Così si è fidata del falso direttore di banca che la truffatrice le ha passato al telefono.

Tagliacozzo sotto attacco

«È giusto che più gente possibile conosca quanto ci è successo. Così da mettere in guardia altri istituti religiosi ma anche i cittadini», ha spiegato la monaca al sindaco Giovagnorio. «La beffa è che giovedì scorso in parrocchia erano venuti i carabinieri proprio per un incontro sulle truffe telefoniche. Siamo sott’attacco, nel nostro territorio c’è una popolazione anziana. E proprio ieri un’altra donna ha consegnato soldi e gioielli a un finto carabiniere», conclude il sindaco.

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