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Il fidanzatino le dà appuntamento in stazione, nei bagni trova l’amico che la violenta: l’orrore su una 14enne a Lecce. Arrestato un coetaneo

26 Marzo 2025 - 13:15 Ugo Milano
violenza sessuale lecce
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Il ragazzino arrestato si trova ora in una comunità educativa penale minorile. Sotto accertamenti il ruolo del fidanzatino della ragazza, che dice di essere rimasto in un locale accanto al bagno. L'intervento della mamma della 15enne che ha fermato la violenza

Il fidanzatino le aveva dato appuntamento alla stazione di Maglie, in provincia di Lecce, ed era arrivato con un amico. Lui l’aveva presa e violentata nel bagno mentre, nel compartimento adiacente, il giovane con cui la 14enne aveva una relazione era «intento ad ascoltare quanto stava accadendo». Un 15enne è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata in concorso e si trova ora in una comunità educativa penale minorile. Gli inquirenti stanno ancora conducendo accertamenti sul fidanzatino, per tentare di capire se – pur non avendo partecipato materialmente agli abusi – abbia qualche responsabilità. A scoprire l’abuso la madre della vittima, che aveva sorpreso il ragazzino mentre violentava sua figlia.

La violenza e l’intervento della madre

L’episodio risale allo scorso 28 luglio. La ragazza si era recata alla stazione ferroviaria di Maglie per incontrarsi con il giovane con cui aveva una relazione. Qui un ragazzo di 15 anni, con cui il fidanzatino si era presentato, l’avrebbe invece presa, portata nel bagno e avrebbe abusato di lei. La madre della ragazza, che aveva accompagnato la ragazza all’appuntamento e si era preoccupata perché la figlia non rispondeva al telefono, era andata a cercarla e l’aveva trovata nei bagni proprio mentre subiva la violenza. I due giovani erano fuggiti. La ragazzina, invece, era stata trasferita immediatamente al pronto soccorso, dove i medici avevano accertato la presenza di numerose lesioni compatibili con gli abusi e prove della violenza.

Le indagini sui cellulari: i due avevano provato a evitare la denuncia

La denuncia della madre ha messo in moto, poi, la macchina delle indagini. Gli inquirenti, analizzando i telefoni dei ragazzi, hanno trovato numerosi messaggi in cui gli indagati chiedevano alla vittima e a sua madre di non sporgere denuncia. Poi, dopo un’analisti del Dna, l’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip del tribunale per i minori di Lecce, su richiesta della procuratrice per i minorenni Simona Filoni.

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