I passaporti da rifare quando scadono, le nuove regole sulle carte d’identità: che cosa cambia per chi deve viaggiare


Viaggiare all’estero, anche al di fuori dell’Unione europea, sarà in teoria più semplice. Le carte d’identità diventeranno valide anche per l’espatrio fuori dal Vecchio Continente. E i vecchi passaporti – una volta scaduti – non potranno essere rinnovati ma dovranno essere sostituiti. Sono solo alcune delle misure presenti in un disegno di legge, parte della Manovra 2025, che venerdì 28 marzo è arrivato sul tavolo del Consiglio dei ministri. Due cambiamenti che faciliteranno la digitalizzazione dei documenti di identità, in uno sforzo comunitario per «semplificare i controlli alle frontiere». Adeguandosi, così, a quanto chiesto dalla Commissione Ue lo scorso novembre. Proprio per snellire la porzione burocratica che grava su qualunque viaggio all’estero, il governo punterebbe a velocizzare la procedura di rilascio di una copia del passaporto in caso di smarrimento (o furto) quando ci si trova all’estero. E ha abolito il passaporto collettivo, quel documento “di gruppo” usa e getta che consentiva a gruppi da 5 a 50 persone di muoversi oltre i confini per motivi culturali, religiosi, sportivi o turistici.
Multe salate e lotta alla contraffazione
Come riporta il Corriere della Sera, il ddl mira anche a rendere più semplice l’applicazione delle sanzioni e il controllo. Per questo le multe per chi lascia il Paese senza avere un passaporto valido saranno adeguate all’andamento dell’inflazione, non più fisse, mentre saranno depenalizzate una serie di infrazioni minori. Chiunque non potrà viaggiare all’estero su disposizione di un giudice, riceverà sul suo documento una apposita annotazione che renderà inefficaci i tentativi di varcare i confini. Da ultimo, il governo mira a rafforzare le misure di sicurezza per quanto riguarda il rilascio di documenti per l’espatrio, cercando di evitare furti di identità e falsificazione dei documenti.
Cosa cambia per gli italiani all’estero
Per quanto riguarda l’estero, Chigi ha nelle sue mire anche un cambiamento per rendere più efficiente l’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. L’idea è quella di ampliare ancora di più la platea di cittadini che possono iscriversi in via facoltativa, andando a integrare le informazioni già in possesso ai vari uffici consolari con quelle dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr).