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Bankitalia in perdita, peggio del 2023. Panetta avverte sui dazi: «Cautela sul taglio dei tassi»

31 Marzo 2025 - 12:23 Ugo Milano
bankitalia perdita dividendi
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Il governatore di Bankitalia promette che «nel 2025 torneremo in utile». Intanto fa ricorso al fondo rischi per distribuire i dividenti al ministero dell'Economia

«Il bilancio della Banca d’Italia tornerà in utile lordo dal 2025», la promessa del governatore Fabio Panetta fa da contraltare ai conti della Banca d’Italia. Nel 2024 la perdita lorda è stata di 7,3 miliardi, peggiorando di 200 milioni di euro i risultati del 2023. Lo ha spiegato lo stesso Panetta nella relazione al bilancio 2024. A salvare la banca centrale il fondo rischi e, in parte, il recupero fiscale che hanno spinto l’istituto fino agli 844 milioni di euro di utile registrati durante lo scorso anno. A partire da questi dati, Panetta ha proposto il riconoscimento di un dividendo di 200 milioni ai partecipanti (più altri 140 prelevati dalla posta speciale di stabilizzazione). E di versare i rimanenti 644 milioni nelle casse dello Stato, 23 in più rispetto al 2023.

Le rassicurazioni di Panetta: «Il fondo rischi garantisce copertura»

Sono 5,8 i miliardi di euro del fondo rischi generali usati per arrivare all’utile. A questi si sno aggiunti, ha spiegato Panetta, i circa 2,4 miliardi del recupero fiscale. A pesare sulla perdita lorda del 2024 sarebbe stato «l’alto livello dei tassi», eredità del rialzo vertiginoso iniziato nel 2022. Questo, ha scritto il governatore di Bankitalia, ha «determinato un aumento della remunerazione delle passività in bilancio, costituite soprattuto dai depositi delle banche, senza un corrispondente miglioramento del rendimento delle attività di politica monetaria». Sull’utilizzo del fondo rischi, nonostante la contrazione di oltre 11 miliardi negli ultimi due anni, Panetta ha garantito che «il grado di copertura rimane adeguato nel breve e nel medio periodo».

I dazi Usa e il peso sull’economia italiana: «Cautela nella diminuzione dei tassi»

Riguardo alla situazione economica e geopolitica attuale, Panetta ha sottolineato il potenziale peso dei dazi americani sul mercato italiano. Le tariffe, che pendono sul capo dei Paesi dell’Unione europea e che dovrebbero entrare in vigore mercoledì 2 aprile, mantengono «elevata l’incertezza a livello globale», penalizzando «gli scambi internazionali» e accentuando «la frammentazione dell’economia mondiale». Una dinamia che pesa ancor di più su un mercato come quello europeo che soffre di «stagnazione del settore manifatturiero». In questo panorama, secondo Panetta sarà molto difficile condurre una efficace lotta all’inflazione, considerato anche che le minacce verbali del presidente americano Donald Trump «impongono cautela nel percorso di diminuzione dei tassi».

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