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Varoufakis contro l’ipocrisia dopo la condanna di Marine Le Pen: «Ripetono a pappagallo che è la legge: esultano in Francia e protestano in Turchia»

31 Marzo 2025 - 15:59 Ugo Milano
Yanis Varoufakis
Yanis Varoufakis
L'attacco dell'ex ministro delle Finanze greco dopo che il tribunale di Parigi ha deciso che la leader di estrema destra francese non potrà candidarsi per 5 anni. Lei favorita come l'avversario di Erdogan in Turchia, messo fuori gioco sempre per via giudiziaria

Nel giorno in cui arriva la sentenza di condanna per Marine Le Pen, Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze della Grecia durante il primo Governo Tsipras, fa notare quella che ritiene una profonda incoerenza dei liberali, accusati di ipocrisia. Varoufakis paragona la decisione dei giudici francesi nei confronti della leader di Rassemblement National a quella dei colleghi turchi contro il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu. Il primo cittadino della città sul Bosforo e principale oppositore del presidente turco Recep Tayyip Erdogan in vista delle elezioni del 2028 è stato arrestato a metà marzo con l’accusa di corruzione. Un atto che molti osservatori ritengono essere un espediente per escludere Imamoglu dalla corsa alla leadership del Paese che Erdogan guida ininterrottamente da 11 anni.

L’accusa di Varoufakis ai «liberali ipocriti»

Scrive Varoufakis: «Quando i tribunali turchi mettono al bando il favorito avversario presidenziale di Erdogan, la mente liberale si ribella e respinge immediatamente l’argomentazione di Erdogan secondo cui la legge è la legge. Quando i tribunali francesi fanno lo stesso, la mente liberale gioisce e ripete a pappagallo che la legge è la legge. Un’ipocrisia sconcertante!». Varoufakis, economista ed ex ministro delle Finanze greco, ha giocato un ruolo chiave durante la crisi del debito sovrano del 2015. Eletto con Syriza, ha cercato di rinegoziare le condizioni imposte dai creditori internazionali, opponendosi all’austerità. Dopo la vittoria del no al referendum del luglio 2015 sull’approvazione del piano proposto dai creditori internazionali tramite della Commissione europea, ha rassegnato le dimissioni per facilitare nuove trattative. ​

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