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Deportato per errore a El Salvador, ma il governo Trump lo abbandona: il caso Abrego Garcia

01 Aprile 2025 - 11:55 David Puente
Pur ammettendo lo sbaglio, i legali del governo negano qualsiasi intervento: gli interessi del presidente Trump «prevalgono» su quelli dell’uomo e della sua famiglia.

Kilmar Armando Abrego Garcia, cittadino salvadoregno sposato con una cittadina americana e padre di un bambino di cinque anni nato negli Stati Uniti, è stato deportato per errore in El Salvador il 15 marzo 2025, nonostante avesse ottenuto un provvedimento che vietava l’espulsione verso il suo Paese d’origine. Di fronte alla deportazione illegale, la famiglia, tramite un avvocato, aveva chiesto all’amministrazione Trump di riportarlo negli Stati Uniti. Quest’ultima, attraverso un documento depositato presso il tribunale federale del Maryland il 31 marzo 2025, pur ammettendo l’errore, ha dichiarato formalmente di opporsi alla richiesta, abbandonando Abrego Garcia al suo destino.

L’ammissione dell’errore amministrativo

Secondo il documento dell’esecutivo americano, il 10 ottobre 2019 un giudice aveva concesso ad Abrego Garcia una misura nota come “withholding of removal”, che di fatto vieta la deportazione di un soggetto in un Paese dove rischia persecuzioni. L’amministrazione Trump conferma l’esistenza di tale misura, sostenendo poi di aver commesso un «errore amministrativo» trasferendolo nella mega prigione salvadoregna.

La protezione ottenuta da Abrego Garcia nel 2019.

Gli interessi del Presidente Trump «superano» quelli del detenuto

Negando la richiesta di intervento, l’esecutivo contesta la giurisdizione del tribunale federale del Maryland, poiché l’uomo non si trova più negli Stati Uniti. Infine, anche nell’eventualità di un’imposizione al governo Trump di intervenire, i legali dell’esecutivo troncano le speranze, specificando che non ci sono garanzie che tale ordine possa avere effetto, dal momento che un tribunale non potrebbe imporre un’azione diplomatica verso un altro Paese. Di fronte a qualsiasi ulteriore richiesta da parte della famiglia, ciò che pesa maggiormente (e politicamente) nella risposta del governo americano è la seguente dichiarazione: «Il forte interesse per il primato del Presidente in materia di affari esteri prevale sugli interessi dei querelanti» («The heavy interest in the President’s primacy in foreign affairs outweighs the interests on the Plaintiffs’ side of the scale»).

La storia controversa di Abrego Garcia

La storia di Abrego Garcia, come si evince dal documento, è particolarmente controversa. L’uomo venne accusato nel 2019 di essere entrato illegalmente nel Paese. Durante l’udienza per la cauzione, sulla base della dichiarazione confidenziale di un informatore, era stato accusato di far parte di una banda criminale nota come Mara Salvatrucha (MS-13). Di fronte a quella sola dichiarazione, e in assenza di ulteriori prove, il giudice gli negò la libertà su cauzione. Di fatto, l’esecutivo Trump non menziona alcuna condanna penale nei confronti del salvadoregno che lo identifichi con certezza come membro della gang latina. In ogni caso, l’unico fatto certo è che Abrego Garcia è stato deportato per errore su stessa ammissione del governo degli Stati Uniti.

Foto di copertina di repertorio. Lo scatto riguarda un membro della banda Tren de Aragua durante l’arrivo a El Salvador

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