«Luigi Mangione merita la pena di morte», la richiesta della ministra della Giustizia Usa


La ministra della Giustizia degli Stati Uniti, Pam Bondi, ha ordinato ai pubblici ministeri di chiedere la condanna a morte per Luigi Mangione, imputato per l’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato di United Healthcare. «L’uccisione di Brian Thompson – ha detto la procuratrice generale Bondi – un padre di famiglia innocente, è stato un delitto premeditato e commesso a sangue freddo, che ha sconvolto l’intero Paese. Ho chiesto ai procuratori di avanzare la richiesta della pena capitale in questo caso, portando avanti l’agenda del presidente Trump volta a contrastare i crimini violenti».
April 1, 2025
La linea guida sulla pena di morte
La posizione espressa da Bondi nei confronti di Mangione è coerente con la direttiva da lei stessa emanata nel suo primo giorno di mandato. In tale documento, infatti, ha stabilito il ripristino della pena di morte e l’annullamento della moratoria federale che era stata imposta dall’amministrazione Biden nel 2021. Durante il primo mandato di Trump, la pena di morte a livello federale era stata reintrodotta dopo una sospensione durata 17 anni, e negli ultimi mesi del suo governo erano state eseguite 13 condanne capitali.
Le accuse contro Mangione
Luigi Mangione è imputato per l’omicidio di Brian Thompson, avvenuto il 4 dicembre a New York. Il giovane di 26 anni, cittadino italo-americano originario di Baltimora, si è dichiarato non colpevole rispetto alle accuse, che spaziano dall’omicidio di primo grado con finalità terroristiche al possesso illegale di armi da fuoco. Attualmente, Mangione rimane in carcere, mentre continua a raccogliere sostenitori e donazioni: una campagna di raccolta fondi, avviata per coprire le spese legali, ha già superato i 500 mila dollari, avvicinandosi così alla metà dell’obiettivo prefissato di un milione di dollari.