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«Ho solo 14 euro, chiedo una mano», il grido di aiuto del giornalista Paolo Guzzanti: «La sanità è in ginocchio, il fisco un aguzzino»

01 Aprile 2025 - 10:27 Ugo Milano
paolo guzzanti intervista povertà
paolo guzzanti intervista povertà
L'ex deputato e vicedirettore del Giornale si racconta a La Notizia. Dal peso economico del secondo divorzio alla totale assenza di uno Stato che sostiene i suoi cittadini

Tasse, una situazione personale difficile e le spese mediche di quattro operazioni affrontate in un anno. Così «mi hanno lasciato letteralmente a terra con soli 14 euro in contanti», scrive il giornalista e politico Paolo Guzzanti in un messaggio inviato alle persone a lui più vicine. La richiesta è di «una misura di aiuto libera, piccola e a piacere», come riporta La Notizia. Ma è proprio l’85enne, intervistato a Sara Manfuso, che spiega da cosa derivi quella «umiliante domanda di aiuto»: «Soffro di un’importante insufficienza renale. Da dicembre a febbraio ho subito ben quattro interventi». A cui si è aggiunta una «piccola depressione, che ti porta a lasciarti andare e a non avere nemmeno la voglia di alzarti dal letto per lavarti i denti».

Il peso economico del divorzio e la crisi della sanità

Una condizione in cui, ammette Guzzanti, è precipitato dopo il divorzio dalla seconda moglie: «È stato devastante, cinque anni di aule giudiziarie perché la mia ex compagna pretendeva che il mantenimento fosse quello di quando avevo la carica di parlamentare. Divorziare è un lusso, ma dovrebbe essere un diritto garantito». Ma di garantito, nel sistema italiano, il noto giornalista non trova più nulla. A partire dalla sanità e dalla possibilità di avere una copertura assicurativa: «A molte persone è preclusa. Sono semplicemente un numero in interminabili liste di attesa dove si rischia anche la vita». Gli ospedali arrancano, «resistono» pur essendo sempre più «depotenziati per quantità e qualità». E il buco nero del personale non sembra avere soluzione rapida.

Il peso della tassazione: «In Italia fisco aguzzino»

Altro tema scottante è ovviamente quello delle tasse: stando all’Istat la pressione fiscale è aumentata di almeno un punto e ora il 23,1% degli italiani sono a rischio povertà. «In Italia lo Stato ti chiede i soldi per coprire i debiti», spiega Guzzanti. «Negli altri Paesi il Fisco non è solo l’aguzzino che riscuote le tasse e sanziona, ma viene a casa tua a conoscere i tuoi problemi e a garantirti servizi». In questo continuo scollamento tra classe politica e cittadini, che si sentono vessati ingiustamente, la soluzione per il giornalista è incarnata dal noto detto americano “no taxation without representation“. In poche parole, «anche il cittadino ha diritto di stare nella stanza dei bottoni per decidere e monitorare come sono spesi i suoi soldi».

Il calo demografico e il diritto all’aborto: «Lo Stato dovrebbe sostenere le madri»

Da ultimo, l’intervista fiume si sofferma anche sul calo demografico. Guzzanti, di certo in controtendenza avendo avuto 6 figli tra cui il comico Corrado, sottolinea un netto cambiamento culturale: «Napoleone diceva: “Prima entri in combattimento, poi ti fai da fare”. Ora c’è una asettica programmazione dei figli sulla base del mutuo, per cui il momento giusto per diventare genitori sembra davvero non arrivare mai». Un mutamento di paradigma che, però, p accompagnato anche da carenze strutturali evidenti: «Mancano asili nido, che consentono alle donne di conciliare i tempi di vita con quelli del lavoro». E manca anche il sostegno alle donne che «ricorrono all’aborto – diritto intangibile – e che vorrebbero tenere il bambino, ma non hanno le risorse economiche per farlo». Anche qui, sostiene Guzzanti, dello Stato non sembra esserci traccia.

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