Baustelle: «Una canzone per Moana Pozzi, la nostra Madonna della bellezza oscena» – L’intervista
Si intitola El Galactico l’ultimo disco dei Baustelle, in uscita venerdì 4 aprile. Un nuovo viaggio musicale in compagnia di Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini, questa volta nella California folk rock degli anni ’60, naturalmente fresca dei nostri giorni e anche dell’indiscutibile fascino della band: «Per essere figo – ammettono a Open – si deve prendere la strada più difficile». E in questo momento storico la strada del cantautorato di concetto è certamente assai complessa ma, dicono ancora: «Per i Baustelle non esiste altro modo che fare canzoni che in un certo senso contengano questa stratificazione e complessità, è ciò che ci piace del rock e dei cantautori che sono esistiti prima di noi. Noi la vediamo così e siamo contenti se questa densità e questa ricchezza vengono notate». Una densità che in certi frangenti si trasforma in epica musicale, canzoni che non hanno tempo, destinate a rimanere: «Scriviamo canzoni dal cuore ma anche dal cervello, com’è giusto che sia. C’è una cura, un’attenzione a livello di suono, a livello di costruzione del testo. C’è un grande lavoro, una fatica, un percorso emotivo. La forma canzone è un Dio, va trattata bene, non la puoi maltrattare o rendere banale». Tra le sorprese dell’album, una canzone dedicata all’attrice porno Moana Pozzi: «la nostra Madonna della bellezza oscena», dicono a Open.