L’agguato a Cristiano Iovino davanti a Fedez «non fu rissa, ma pestaggio di gruppo su uno». Verso l’archiviazione per il rapper – Il video
Quella con Cristiano Iovino «non fu una rissa», considerando poi che non ci fu «scontro tra gruppi contrapposti». Bensì «un gruppo contro un’unica persona offesa». Quella notte del 22 aprile, il personale trainer fu vittima di un pestaggio da parte di ultrà del Milan. Assieme a loro, davanti al condominio in cui viveva Iovino, c’era anche Fedez.
Nessun certificato medico di Iovino
Ma sia per lui che per il suo bodyguard e ultras rossonero, Christian Rosiello, la pm di Milano, Michela Bordieri, ha chiesto l’archiviazione. Fedez era indagato per rissa, in merito alla presunta aggressione ai danni di Iovino. A proposito invece dell’ «ipotizzabile reato» di percosse, la procura non ha mai potuto visionare certificati medici che stabilissero con certezza le ferite riportate da Iovino. Carte che di fatto non ci sono. E la pm spiega che «non risulta essere stata sporta idonea querela» da parte del personal trainer.
L’agguato dopo la lite in discoteca
La presunta aggressione, il cui video è stato mostrato ieri in aula nel processo a carico di tre ultras rossoneri, tra cui lo stesso Rosiello, indagati nella maxi inchiesta sulle curve del Meazza, sarebbe avvenuta in due fasi. Dapprima all’interno della discoteca The Club e successivamente nei pressi dell’abitazione di Iovino in via Traiano, quando un gruppo di persone era sceso da un van e gli si era scagliato contro. Lo scorso maggio, Fedez e Iovino avevano raggiunto un accordo transattivo.