Donald Trump, l’annuncio sui dazi reciproci. Per l’Ue tariffe al 20% «perché ci derubano». Si salva a metà Starmer al 10% – Il video
Donald Trump ha annunciato l’introduzione di dazi reciproci almeno del 10% «con i Paesi di tutto il mondo» con effetti immediato, dopo che «per decenni l’industria americana» sarebbe stata derubata «dai leader stranieri», così come il Paese che «è stato saccheggiato». Nel «giorno della Liberazione», Trump promette con i dazi il ritorno di posti di lavoro e industrie negli Stati Uniti e insiste nel voler dare priorità al proprio mercato interno: «Significherà l’età d’oro per l’America che arriverà presto». Con Trump presente anche il vice J.D. Vance, in prima fila per l’annuncio insieme all’intero gabinetto del presidente Usa.
I dazi sull’automotive
Trump ricorda come gli Stati Uniti finora abbiano fatto pagare dazi molto bassi per esempio sulle motociclette. E fa l’esempio di Thailandia e India «che fanno pagare molto di più. Noi facciamo pagare il 2,5% sulla componentistica auto – dice Trump – l’Europa il 10% e poi ci aggiunge l’Iva al 20%». Perciò Trump conferma che a partire dal 3 aprile scatteranno i dazi sull’automotive al 25%, così come su acciaio e alluminio. Sul palco sale un operaio di Detroit che ha visto stabilimento dopo stabilimento chiudere. Con lui venti colleghi «sono sicuro che rifioriremo a Detroit».
I dazi sull’agricoltura
Trump aggiunge poi che vuole sostenere l’agricoltura americana: «Il Canada impone dazi fino a 300% su latte e prodotti caseari. Non è corretto nei confronti dei nostri agricoltori. Noi aiutiamo il Canada con 200 miliardi dollari anno. Messico con 300 miliardi. Australia paese meraviglioso ma non importa carne di manzo dagli Usa. La Cina ci fa pagare super dazi su riso. Giappone fino. 700%. La Corea del Sud pure».
La lista dei dazi reciproci decisi da Trump
«Noi faremo pagare almeno la metà di quello che hanno fatto pagare a noi», dice Trump che assicura di voler tassare con un 10% di base tutte le importazioni. Pugno duro contro l’Ue, le cui esportazioni negli Stati Uniti subiranno tassazione del 20% «perché ci derubano: loro ci fanno pagare il 39%» continua Trump. E mostrando un grafico ha illustrato l’elenco dei 60 Paesi che avrebbero la tassazione più iniqua nei confronti degli Stati Uniti:
- Cina: 34%
- Unione Europea: 20%
- Vietnam: 46%
- Taiwan: 32%
- Giappone: 24%
- India: 26%
- Corea del Sud: 25%
- Thailandia: 36%
- Svizzera: 31%
- Indonesia: 32%
- Malesia: 24%
- Cambogia: 49%
- Regno Unito: 10%
- Sud Africa: 30%
- Brasile: 10%
- Bangladesh: 37%
- Singapore: 10%
- Israele: 17%
- Filippine: 17%
- Chile: 10%
- Australia:10%
- Pakistan: 29%
- Turchia: 10%
- Sri Lanka: 44%
- Colombia: 10%
- Perù: 10%
- Nicaragua: 18%
- Norway: 15%
- Costa Rica: 17% → 10%
- Giordania: 20%
- Repubblica domenicana: 10%
- Emirati arabi uniti: 10%
- Nuova Zelanda: 10%
- Argentina: 10%
- Ecuador: 10%
- Guatemala: 10%
- Honduras: 0%
- Madagascar: 47%
- Myanmar: 44%
- Tunisia: 28%
- Kazakhstan: 27%
- Serbia: 37%
- Egitto: 10%
- Arabia Saudita: 10%
- El Salvador: 10%
- Costa d’Avorio: 21%
- Laos: 48%
- Botswana: 37%
- Trinidad and Tobago: 10%
- Morocco: 10%


Quando scattano i dazi
I dazi imposti al 10% entreranno in vigore dal 5 aprile, secondo i funzionari della Casa Bianca in una telefonata con un gruppo ristretto di giornalisti. Quelli invece per i «worst offenders», cioè i 60 Paesi con la tassazione più alta sulle esportazioni Usa, le nuove tariffe oltre al minimo del 10% scatteranno dal 9 aprile.
La risposta dell’Unione europea in due fasi
All’annuncio di Trump, dalla Francia era stato anticipato che l’Ue avrebbe riposto «prima della fine del mese di aprile» e lo farà in due fasi. A dirlo era stata la portavoce del governo francese, Sophie Primas, alla fine del Consiglio dei ministri a Parigi svoltosi poche ore prima dell’annuncio dalla Casa Bianca. Secondo la portavoce del governo francese, ci saranno due risposte. La prima, prevista per metà aprile, è una risposta ai dazi già decisi sull’acciaio e l’alluminio. Poi, ci sarà uno studio preciso, settore per settore, e una decisione europea dovrebbe venire annunciata entro la fine aprile, in modo condiviso, unito e forte dall’Ue». Nel pomeriggio ci sarebbe stato un colloquio tra Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen.