Il governo Meloni chiederà un’altra proroga sul Pnrr: «Ma non su asili nido, sanità e ferrovie al Sud»


Torna ad accendere il dibattito nell’emiciclo della Camera dei deputati il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Durante il question time di oggi, 2 aprile, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha annunciato che verrà chiesta una rimodulazione del Piano, precisando però che essa «non riguarderà le case di comunità (strutture sanitarie territoriali ndr), gli asili nido e gli investimenti ferroviari nel sud Italia». La dichiarazione arriva in risposta alle numerose interrogazioni presentate dalle forze di opposizione, che hanno chiesto all’Esecutivo chiarimenti sul cronoprogramma del Piano, soprattutto alla luce della relazione presentata la scorsa settimana dalla Corte dei Conti. Il documento evidenziava infatti i ritardi nella realizzazione degli interventi previsti dal Pnrr, sottolineando come «permangano alcune criticità che necessitano di un’attenzione costante e di interventi mirati, soprattutto in vista della scadenza del Piano fissata a giugno 2026». Inoltre, nelle ultime settimane sono circolate indiscrezioni secondo cui il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, starebbe valutando la possibilità di chiedere all’Unione Europea un’estensione della scadenza di un anno, portandola al 2027.
Piero De Luca: «Ma vive su Marte?»
Il deputato del Pd Piero De Luca ribatte dagli scranni dem: «Chiediamo che la premier venga qui a dirci la verità. Le condizioni sono drammatiche e la responsabilità è vostra, altro che le favole che ci raccontate. Avete cancellato 500 case-ospedali e di comunità, 100mila posti negli asili nido, e 10 miliardi di investimenti nei comuni». Per De Luca i dati sulle opere in corso «sono spaventosi». «Avete speso solo 63 miliardi, cioè la metà delle risorse ottenute. E il 30% delle risorse rischia di saltare, perché dovremmo spendere 130 miliardi in pochi mesi – continua – Cosa pensate di fare? Lei continua a dire che va tutto bene, ma dove vive, su Marte? Anche Giorgetti l’ha smentita, chiedendo una proroga di un anno». Poi il dem insiste nel chiedere maggiore trasparenza: «Potete dirci quali opere verranno cancellate del tutto? Noi siamo qui per aiutarvi, altrimenti avrete la responsabilità storica di bruciare il più grande piano di rilancio del Paese, simbolo di un’Europa della solidarietà, di quella Europa del Manifesto di Ventotene che voi attaccate ogni giorno, mettendo in ginocchio il futuro del nostro Paese».