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Libia, il video del bambino che cammina da solo nel deserto del Sahara: «Dov’è la morale dell’Europa?»

Il filmato è stato pubblicato sui social da Mediterranea: «Il piccolo non ha commesso alcun crimine». Non è chiaro cosa sia accaduto ai suoi genitori

Un bambino che vaga da solo, scalzo, tra le dune nel deserto del Sahara, da qualche parte tra Libia e Ciad. È ciò che si vede nel video pubblicato oggi da Mediterranea e diffuso nei giorni scorsi da Refugees in Lybia. Secondo la testimonianza di chi lo ha trovato, il piccolo, apparentemente di 4 o 5 anni, è stato tratto in salvo e consegnato alla polizia libica di Kufra. «Non era protetto tra le mura di casa, né tra le braccia di un genitore. Ma da solo, in mezzo al deserto. Il bambino in questo video non ha commesso alcun crimine», denuncia l’organizzazione non governativa. Non è chiaro cosa sia accaduto ai suoi genitori. «Potrebbero essere crollati esausti dietro di lui, disidratati, oppure cacciati o scomparsi durante gli ultimi rastrellamenti di massa ed espulsioni di neri africani da parte delle milizie in Libia – continua il post sui social -. Forse sono stati arrestati o uccisi e gettati nelle fosse comuni di Gharyan e Sikka. O forse sono stati lasciati morire, come tanti altri, nella terra di nessuno che l’Europa paga mantenere invisibile». Un bambino «che, con la sua storia – conclude la Ong -, rappresenta il crollo di ogni pilastro morale che la Libia e l’Europa sostengono di rispettare».

La violazione dei diritti umani in Libia

La Libia costituisce un punto di destinazione e, soprattutto, di transito per i migranti. Nel dicembre 2023 erano più di 706mila nel Paese del Nordafrica, la maggior parte dei quali era entrata dall’Egitto, il Niger, il Sudan o il Ciad. Ma è anche un luogo – denunciano le organizzazioni, tra cui l’Onu – dove da tempo si verificano detenzioni arbitrarie nei centri, torture e violenze a scopo di riscatto riscatti e violazione del principio di non respingimento. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) sono stati oltre 15mila i migranti intercettati in mare e riportati in Libia, con almeno 434 vittime e 611 dispersi nel Mediterraneo. Ma non solo: secondo le testimonianze di 30 migranti raccolte nel report “State Trafficking” (“Tratta di Stato”), la polizia tunisina tortura i migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana mentre vengono espulsi dal Paese e venduti ai trafficanti in Libia. Il rapporto denuncia, inoltre, come questi «crimini di Stato» si siano verificati anche come «conseguenza del supporto di Italia e Unione europea ai due Paesi nordafricani».

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