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Neil Young contro Trump: «Dopo il tour europeo potrei essere bandito dagli Stati Uniti. Questa è libertà?»

02 Aprile 2025 - 13:10 Gabriele Fazio
Nel 2015 il cantautore canadese con passaporto statunitense ha intentato causa per impedire a Trump di utilizzare la sua musica in campagna elettorale

Neil Young, leggenda del cantautorato americano, teme che Donald Trump gli possa vietare di tornare negli Stati Uniti dopo il suo prossimo tour europeo. «Potrei essere uno di quelli che tornano in America e vengono banditi o messi in prigione a dormire su un pavimento di cemento con una coperta di alluminio» scrive sul proprio sito ufficiale, riferendosi a quanto accaduto alla band punk rock britannica UK Subs, solo un paio di settimane fa. «Se il fatto che io pensi che Donald Trump sia il peggior presidente nella storia del nostro grande paese potrebbe impedirmi di tornare, cosa dice questo sulla nostra libertà? Amo l’America e la sua gente, la sua musica e la sua cultura. … Ricordate la libertà di parola?» prosegue Young. E continua: «Con queste ultime azioni del nostro governo, sembra che coloro che esprimano liberamente le proprie opinioni siano ora vulnerabili a una legge Trump, inesistente. Quindi mi sembra che se hai votato per Kamala Harris invece che per Trump, si può andare in prigione o essere trattenuto, punito in qualche modo per non aver mostrato fedeltà? A cosa? Quanto è debole? Trump non è in grado di opporsi a chiunque non sia d’accordo con le sue idee?».

Il tour

«Se torno dall’Europa e vengo bandito, non posso fare il mio tour negli Stati Uniti e tutte le persone che hanno acquistato i biglietti non potranno venire. Esatto gente – prosegue parlando con i propri fan – se dite qualcosa di male su Trump o la sua amministrazione, potreste essere esclusi dal rientro negli USA. Se siete canadesi. Se siete cittadini con doppia cittadinanza come me, chi lo sa? Lo scopriremo tutti insieme». Young sarà in tournée in Europa (ma non in Italia) nei mesi di giugno e luglio. Si tratta dei suoi primi spettacoli nel continente dopo sei anni di assenza, prima di tornare negli Stati Uniti ad agosto, per concludere il tour.

Neil Young contro Trump

Non è la prima volta che Neil Young si scaglia contro Donald Trump. Nel 2015 ha affermato che l’allora candidato alla presidenza non era «autorizzato» ad usare il suo brano Rockin’ In the Free World durante il lancio di una campagna elettorale, in seguito intentò anche una causa per impedire a Trump di usare la sua musica. Quando nel 2020 gli venne consegnato il passaporto statunitense, siamo in piena amministrazione Trump, una delle prime cose che fece fu quella di pubblicare una lettera aperta nella quale definì il Tycoon «una vergogna per il paese».

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