Paolo Bonolis sta con Povia: «Fa belle canzoni, come “Luca Era Gay”. Ma viene escluso per le sue idee». La frecciatina ad Amadeus su Sanremo


Povia ha idee «particolarmente radicate». Per questo «è stato escluso dalle attenzioni delle case discografiche e delle trasmissioni televisive». Ad affermarlo è Paolo Bonolis, in un’intervista rilasciata nel corso del podcast DoppioPasso assieme al figlio. ««Il primo anno della mia conduzione a Sanremo – continua Bonolis parlando di Povia – avrebbe dovuto partecipare con “I bambini fanno oh” ma scoprimmo che era stata cantata a un festival in precedenza. Però trovammo l’occasione di farla diventare la colonna sonora del progetto benefico in Darfur, una terra devastata dalla guerra. Poi se n’è impossessato George Clooney, a volte sembra che lui sia l’unico che si sia interessato del Darfur».
Luca era Gay? Una bellissima canzone
Poi la stoccata al mondo dell’intrattenimento. «Nel 2009 Povia cantò una bellissima canzone (Luca era Gay, ndr) che arrivò seconda. Creò parecchie polemiche ma il brano era molto bello. Siccome ha idee particolarmente radicate in un certo senso, è stato escluso dalle attenzioni delle case discografiche e delle trasmissioni televisive, cosa che non riesco assolutamente a comprendere ma è la parte umbratile della meschinità politica italiana», ipotizza il conduttore. E una a chi attribuisce solo ad Amadeus il merito di aver rinnovato il festival: «Marco Carta è stata la prima persona proveniente da talent a partecipare a Sanremo (e a vincerlo), lo presi nel 2009 e tutti pensano sia stata una novità di Amadeus».
Paolo Bonolis, Sanremo e Amadeus
Successivamente, Bonolis amplia il discorso e parla di Sanremo, ricordando le altre edizioni del Festival da lui condotte. «Nel 2005 al 2009 abbiamo fatto una rivoluzione assoluta, perfezionata nel 2009. Dal 2005 tutti i Sanremo hanno seguito quella traiettoria. Ma la struttura di Sanremo, chiusa nel teatro Ariston, non può più essere contemporanea. Serve una narrazione tecnologica dell’evento in modo più moderno». Eppure la kermesse funziona: «Perché non c’è altro in televisione in quel periodo. Sanremo funziona perché è l’evento della televisione italiana, è strutturato benissimo, viene sponsorizzato ben 5 mesi prima, in quella settimana le altre reti sono spente. È difficile che non possa andare bene. Il mercoledì fa meno delle altre sere perché c’è “Chi l’ha visto”».