Giovedì nero per la Borsa, 422 miliardi in fumo in Europa dopo i dazi di Trump. La peggiore è Piazza Affari (-3,6%)


Wall Street aveva dato la prima nota, con perdite pesanti per il Dow Jones e soprattutto il Nasdaq, rispettivamente al -3,71% e al -5,61%). Le Borse europee hanno continuato in scia: la reazione ai dazi americani annunciati la sera di mercoledì 2 marzo da Donald Trump è tinta di rosso. Perdite a catena per tutti gli indici. Piazza Affari chiude a -3,6%, peggiore di tutto il Vecchio Continente e seguita a ruota da Parigi (-3,31%) e Francoforte (-3,01%), riportando lo spread Btp-Bund a 112,9 punti. Lo tsunami colpisce in maniera meno dura Londra e Madrid, a 1-55% e -1,08%. Per l’Europa oltre 422 miliardi sono stati bruciati in un solo giorno.
Il calo del lusso e delle auto
Duemila miliardi di dollari andati in fumo sull’S&P 500, l’indice che monitora l’andamento delle 500 principali aziende americane. Più che una slavina, si tratta di una vera e propria valanga che non sembra volersi arrestare. Il dollaro cade sotto gli 0,9 euro. Cedono tutti i titoli. L’alluminio e l’energia sono sotto pressione, con Tenaris al 9,87% e l’Eni al -4,9%. Colpite le banche di tutto il mondo: Unicredit registra un -7,’5%, Standard Chartered addirittura -11,71% mentre Popolare di Sondrio, Bper e Banco Bpm si attestano tra il -7% e il -5%. A pagare dazio è soprattutto il settore del lusso: calo di oltre 10 punti percentuali per Adidas, Pandora e Puma. Burberry, Richemont e Moncler contengono il calo sulla singola cifra. Per le auto crolla Stellantis (-7,72%) mentre resistono Ferrari e Porsche, rispettivamente -3,22% e -2,35%.