La madre di Sara Campanella: «Non si è resa conto del rischio, andate a denunciare»


Cetty Zaccaria è la madre di Sara Campanella, uccisa da Stefano Argentino per strada a Messina. Cetty dice che la figlia non le aveva mai parlato di lui: «Mai. Nessuno di noi sapeva della sua esistenza, nessuno l’aveva sentito nominare. E certo non sono mai stati insieme». La figlia «era circondata da amici, da persone che le volevano bene ed era una ragazza positiva, buona, che non vedeva il male negli altri. Non è mai stata diffidente, guardinga, e non si sarà resa conto del rischio che correva», dice oggi a Lara Sirignano del Corriere della Sera.
Cetty Zaccaria
E aggiunge: «Se avessimo avuto il minimo sentore che qualcosa non andava, l’avremmo accompagnata noi a fare denuncia. È nella nostra mentalità. Non avremmo esitato un istante. Io sono convinta che rivolgersi alle forze dell’ordine sia la strada giusta e invito tutte le vittime a denunciare. L’ho detto: “Fatelo: è importante, non restate in silenzio”». La madre è convinta che Sara abbia sottovalutato il rischio. Mentre Stefano Argentero ha detto durante l’interrogatorio che pensava che lei ricambiasse: «È assolutamente falso. Sara non nutriva alcun sentimento per lui, altrimenti lo avremmo saputo. E basta ascoltare quel che dicono le amiche o i colleghi di università, che certamente non mentono, o leggere i messaggi che lui le mandava e le risposte che Sara gli dava per capire che non c’è niente di vero. Mia figlia non ricambiava proprio nulla».
Nella mente di Argentino
Qualunque cosa sia scattata nella mente di Argentino, dice Cetty, «non potrà mai essere giustificata né perdonata. Io non potrò mai giustificare. Si sarà voluto illudere, in fondo ognuno crede quel che vuole credere. Avrà scambiato la gentilezza di mia figlia, che era un tratto del suo carattere, per altro». E infine: «Sara era meravigliosa: brillante, generosa, gentile, allegra, altruista. Era piena di attenzioni per tutti e guardava sempre il lato buono delle cose. Mentre stiamo parlando è sola, nella camera mortuaria».