Ultime notizie DaziDonald TrumpElon MuskFemminicidi
ECONOMIA & LAVORODaziDonald TrumpElon MuskRussiaUcrainaUSA

Dazi di Trump, cosa succede tra Russia e Ucraina e quell’aiutino alle auto elettriche

03 Aprile 2025 - 16:14 David Puente
Dazi Trump Ucraina Russia Usa auto elettriche Elon Musk
Dazi Trump Ucraina Russia Usa auto elettriche Elon Musk
Non risulterebbero favoritismi verso Mosca, mentre per il mercato delle auto elettriche sembra esserci un piccolo respiro di sollievo

Mercoledì 2 aprile, Donald Trump ha reso note le percentuali dei dazi imposti negli Stati Uniti sui prodotti provenienti dall’estero. Ha suscitato curiosità la presenza, nell’elenco dei Paesi soggetti a dazi, di due “isole dei pinguini” (Heard e McDonald), comparse nelle ultime slide delle grafiche diffuse ai media dalla Casa Bianca. Oltre a spiegarne il motivo, precisiamo che non tutti i prodotti importati saranno colpiti. Esiste un elenco che di fatto esclude prodotti di prima necessità e non solo, come le materie prime fondamentali per la produzione di auto elettriche, rilevanti non solo per Tesla di Elon Musk, e le terre rare che potrebbero arrivare dall’Ucraina.

La strana storia delle isole Heard e McDonald

Nelle schede mostrate da Donald Trump durante la conferenza stampa, o in quelle condivise su Truth, non troverete quella che riporta i nomi delle due isole. A diffondere questa informazione è stata la Casa Bianca, condividendo ai media le schede mancanti.

Isole Heard e McDonald dazi Trump

La Casa Bianca potrebbe aver incluso questo dato curioso per lanciare un avvertimento, già messo nero su bianco nell’ordine esecutivo: i dazi colpiranno i prodotti provenienti da qualsiasi parte del mondo, anche da luoghi che potrebbero sembrare insoliti. Di fatto, questo vale anche per le isole citate dove, secondo il database WITS della Banca Mondiale, risultano registrate operazioni commerciali con gli Stati Uniti.

Il caso dei dazi per Ucraina e Russia

Nelle schede diffuse da Donald Trump su Truth compare anche l’Ucraina, ma non la Russia. Quest’ultima è assente anche nei documenti diffusi dalla Casa Bianca ai media. Tuttavia, per comprendere la posizione di Mosca rispetto a Kiev, è necessario leggere con attenzione l’ordine esecutivo.

dazi Trump Ucraina terre rare

Nella sezione 2 (“Reciprocal Tariff Policy“), Donald Trump stabilisce che tutti i beni importati negli Stati Uniti da qualsiasi Paese saranno soggetti a un dazio aggiuntivo ad valorem del 10%. Tuttavia, esistono eccezioni indicate nell’allegato 1 (Annex I), che elenca specifici Paesi ai quali verranno applicate tariffe più elevate. In questo elenco non compaiono né l’Ucraina né la Russia, il che farebbe presumere che i loro prodotti siano soggetti al dazio aggiuntivo del 10%, come avviene per le cosiddette “isole dei pinguini”. Tuttavia, la realtà è diversa.

dazi tariffe elevate Russia Trump Usa

Secondo quanto previsto dall’ordine esecutivo, i beni provenienti da Paesi già soggetti a dazi punitivi non subiranno ulteriori aumenti tariffari. Dal 2022, infatti, la Russia non gode certamente dello status di “nazione favorita” (“most-favored nation”) negli scambi con gli Stati Uniti ed è soggetta a dazi punitivi, come avviene per la Corea del Nord e Cuba.

Le terre rare e l’Ucraina

Donald Trump vuole le terre rare dell’Ucraina come “pagamento” per ottenere una “pace con la Russia”. Nel territorio ucraino, infatti, sono presenti risorse minerarie significative, motivo per il quale Kiev viene considerato un partner strategico dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, avendo disponibilità di materie fondamentali per la produzione di motori elettrici e droni. Appare difficile che l’imposizione di nuovi dazi finisca per danneggiare gli stessi interessi americani nelle trattative di guerra. Infatti, l’ordine esecutivo esclude questi materiali strategici dai nuovi dazi.

Secondo il documento pubblicato dalla Casa Bianca (Annex II), sono esentate dai nuovi dazi le terre rare come lo scandio e l’ittrio (codice 28053000), il cerio (28461000) e i loro composti (codici 28469020, 28469040 e 28469080), presenti nei giacimenti di Poltava, Kirovohrad, Donetsk e Zaporozhzhia.

Auto elettriche e materie prime

Secondo l’ordine esecutivo di Donald Trump, alcuni prodotti specifici verrebbero esclusi dai nuovi dazi. Tra questi vi sono beni essenziali come medicinali, cibo e abbigliamento, ma anche materie prime fondamentali per la produzione industriale tra cui l’acciaio, l’alluminio e componenti per le batterie dei veicoli elettrici.

Sono esentati dai nuovi dazi l’importazione di grafite naturale (codici 25041050 e 25049000), litio (sotto forma di ossidi e idrossidi, codici 28252000 e 28369100, utilizzato per gli accumulatori EV), cobalto (26050000), manganese (28201000), silicio ultrapuro (impiegato nei semiconduttori e nei chip di potenza, codice 28046100), carburo di silicio (utilizzato per transistor e inverter, codice 28492020), nonché germanio, tellurio, boro e arsenico (utili per l’elettronica e l’ottica di precisione, codici 28045000 e 28256000). Queste materie prime provengono principalmente da Cina, Sud America e Africa.

L’esenzione di questi materiali potrebbe rappresentare un sollievo per i produttori di auto elettriche negli Stati Uniti, non solo per Tesla.

leggi anche