Farmaci, terre rare, enciclopedie e libri per bambini: ecco tutti i prodotti che Trump ha esentato (per ora) dai dazi «universali»


Il mondo trema per le tariffe che gli Usa di apprestano ad imporre sull’importazione di beni da tutto il mondo. Ieri sera Donald Trump ha sfruttato l’effetto sorpresa cercato per giorni, e ha svelato dal giardino della Casa Bianca il cosa, come e quanto: dazi universali, di almeno il 10% e per molti Paesi ben più salati, su tutti i beni. Ma era una semplificazione buona per la sua folla osannante. I dazi americani in vigore dal prossimo 9 aprile non riguarderanno davvero tutti i prodotti in ingresso negli Usa. Tutt’altro. Tra gli allegati alla documentazione con cui il Dipartimento del Commercio ha dato conto in dettaglio del piano, c’è infatti anche un documento – l’Annex II – che elenca per filo e per segno tutti i prodotti che saranno esentati dall’applicazione dei dazi. Trentasette dense pagine, per migliaia di categorie merceologiche esentate. Nell’elenco figurano tutte quelle tipologie di beni già colpiti da altre tariffe – auto, alluminio, acciaio etc. Ma anche tutta una serie di beni di cui gli Usa, la stessa Amministrazione Trump dev’essersi resa conto, proprio non possono fare a meno di importare: una lunghissima lista di minerali critici, comprese le famose terre rare di cui Trump va in cerca dall’Ucraina alla Groenlandia, così come materie prime essenziali al sistema industriale come carta e rame. E ancora una sfilza infinita di altri metalli – oro e argento, platino e tungsteno, e via scorrendo. E poi prodotti chimici ed elettronici, medicinali e vitamine. Meglio non farsi troppe illusioni: una parte di questi beni (farmaci e legname, tanto per citare due categorie su cui si addensano particolari timori) potrebbe essere stata esclusa dall’applicazione dei dazi urbi et orbi solo per lasciare spazio in una prossima fase ad altre, dolorosissime tariffe ad hoc. Ma gli acculturati europei potranno se non altro tirare un sospiro di sollievo di fronte all’assalto dei «barbari» dell’Amministrazione Trump sapendo che nella lista dei beni esentati risultano pure libri, giornali e riviste, dizionari ed enciclopedie (alzi la mano chi li consulta ancora) e perfino spartiti e libri per bambini. Fino al prossimo dazio, se non altro.
