L’impresa di Gianmarco Allegri: «Pesavo 270 chili. Credevo che sarei morto: con cosa ho sostituito il cibo»


Per anni, «obeso» era la prima definizione che riceveva. Un etichetta che ha accompagnato Gianmarco Allegri per tutta la vita. Un etichetta a causa della quale è stato escluso da inviti, eventi, serate, cerchie di amicizie. «La gente smette di invitarti a casa, gli sconosciuti per strada ti guardano male e si fa fatica a relazionarsi con gli altri, in ogni ambito», racconta il 37enne di Camisano Vicentino a Marianna Peluso in un’intervista pubblicata sul Corriere del Veneto. Denuncia une discriminazione che è diventata ancor più evidente quando grazie un intervento chirurgico e tanta buona volontà, è riuscito a perdere 160 chili.
«Non mi pesavo più»
«Non so dire esattamente a quanto sono arrivato, forse 270 chili – racconta ancora ricordando il suo intervento – Nel 2021, quando sono stato ricoverato ad Arzignano per l’inserimento del palloncino intragastrico, pesavo circa 255 chili, ma ero già dimagrito un po’, quindi suppongo di aver toccato i 270 chili, ma potrebbe essere anche un po’ di più o un po’ di meno. Quando si è un grande obeso, non è semplice nemmeno trovare una bilancia idonea, quindi alla fine non mi pesavo».
«Non riuscivo a fare la lavatrice»
Di pesarsi si può fare tranquillamente a meno. Mentre tante altre rinunce erano ben più gravi sulla vita di Gianmarco. «Non andavo in montagna perché già solo fare il giro del palazzo per me era una fatica enorme, ma è solo un esempio tra tanti, perché in realtà tutto era fuori fase. Persino alzarsi per fare la lavatrice o pulire casa, che sono azioni normalissime del quotidiano, risultano faticose per chi, per ogni movimento, deve spostare oltre 200 chili».
La prima dieta? Dal pediatra
Il 37enne ricorda di aver sempre avuto problemi con il cibo: «La prima dieta credo me l’abbia prescritta il pediatra – racconta con un sorriso agrodolce -. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale col cibo, usato come compensazione a qualunque stato d’animo, e che si è aggravato tra la fine delle scuole medie e l’inizio della scuola superiore, con le prese in giro tipiche dell’età». Poi, finalmente, qualcosa è cambiato nella sua mente: «lo stimolo giusto deve partire da dentro perché mi raccontavo un sacco di balle: dicevo che mangiavo poco, quando magari a pranzo mi ero fatto mezzo chilo di pasta. A un certa, circa sei anni fa, ho provato ad accettarmi per quello che sono, ma senza più nascondermi da me stesso: magari mi mangiavo comunque mezzo chili di pasta, ma almeno lo ammettevo, accettando anche il fatto di non essere riuscito a fare altrimenti. Sono andato in un gruppo di auto-aiuto, dagli Overeaters Anonymous, e ho ricominciato a prendere le redini della mia vita. Se non l’avessi fatto, in quelle condizioni, so che sarei morto nel giro di qualche anno».
La riduzione dello stomaco
Gianmarco ha provato a farsi aiutare dal palloncino intragastrico, ma è stato quasi inutile. «Il palloncino intragastrico non mi ha portato alcun beneficio, così nel 2022 mi sono rivolto al centro di chirurgia bariatrica di Porto Viro, dove sono stato seguito dal dottor Sergio Carandina – ricorda – che mi ha sottoposto a una sleeve gastrectomy, praticamente una resezione dell’80% dello stomaco. È stata dura, ma l’operazione, da sola, non è risolutiva: il medico era stato chiaro nel dirmi che avrei dovuto sostituire il cibo con altre soddisfazioni, come uscire, stare con gli amici, conoscere gente nuova, fare sport e così ho fatto. Altrimenti lo stomaco, che è un muscolo, si sarebbe nuovamente riallargato».
«Mi stavo perdendo tutto»
Alla fine Gianmarco ce l’ha fatta. «Non mi rendevo conto di quello che stavo perdendo – tira le somme – mi stavo perdendo tutto: pensavo di essermi giocato anche l’opportunità di diventare padre, invece in questo tempo ho trovato una compagna e a breve avremo un figlio. Voglio continuare a raccontare la mia storia a tutti per aiutare i grandi obesi che non vedono una via d’uscita. Un’altra vita è possibile: bisogna guardare in faccia la realtà, accettare di farsi aiutare e iniziare». Una volta superato lo scoglio psicologico, è tutto in discesa. «La dieta mediterranea funziona – conclude – e lo posso dir a gran voce visto che, mangiando carboidrati, proteine, verdure e legumi, nella giusta quantità, sono riuscito a perdere 160 chili».