Meloni: «I dazi non sono la catastrofe che raccontano. Vanno rimossi ma no agli allarmismi» – Il video


I dazi decisi dal presidente americano Donald Trump sono un «problema» ma non una «catastrofe». Questa la linea della premier Giorgia Meloni rilasciata in un’intervista al Tg1 per rassicurare cittadini e imprese. La premier, dopo un primo commento a caldo ieri sera su Facebook, questa mattina ha annullato gli impegni della giornata, convocando una riunione a Palazzo Chigi a cui hanno partecipato i ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, degli Affari europei Tommaso Foti, delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, quest’ultimo collegato da Bruxelles. Proprio il ministro degli Esteri ha relazionato i colleghi sull’incontro che aveva appena avuto con il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic, che domani discuterà con il proprio omologo americano, in videoconferenza, sui dazi Usa e sulla risposta dell’Ue.
Il giorno dopo l’annuncio di #Trump sui dazi il mondo si prepara a reagire. Al Tg1 la premier #Meloni: “I dazi sono una scelta sbagliata, ma non bisogna alimentare l’allarmismo. L’Europa si muova per rimuovere le tariffe che si è auto-imposta”.#Tg1 Marco Valerio Lo Prete pic.twitter.com/4TjYjT6Hex
— Tg1 (@Tg1Rai) April 3, 2025
«Non è una catastrofe»
Gli Usa hanno fatto una scelta sbagliata, precisa, ma non una «catastrofe» perché «non smetteremo di esportare negli Stati Uniti». Niente allarmismo quindi, e le opposizioni «fanno il loro lavoro però da loro attualmente non è arrivata neanche una proposta». Il governo, spiega, farà uno «studio sull’impatto reale» delle nuove tariffe settore per settore. Confronto con i settori e i partner europei. La soluzione di rispondere ai dazi con altri dazi non convince la premier perché «l’impatto potrebbe essere maggiore sulla nostra economia rispetto a quello che accade fuori dai nostri confini”. Dunque serve un dibattito chiaro con gli americani con l’obiettivo «di arrivare a rimuovere i dazi, non a moltiplicarli».