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Dopo la condanna per stalking su Bortuzzo Lulù Selassié parla: «Su di me disinformazione, sono più che a posto con la mia coscienza»

03 Aprile 2025 - 20:49 Stefania Carboni
lulu selassie
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Il pensiero sui social: «Oggi mi trovo di fronte a una condanna che, seppur difficile da affrontare, non spegne la mia determinazione. Continuerò a lottare, non solo per la mia verità, ma per la verità assoluta»

Lulù Selassié è stata condannata a 1 anno e 8 mesi per stalking ai danni del suo ex Manuel Bortuzzo. Sull’influencer hanno pesato le accuse di minacce di morte e stalking. Finora non aveva mai parlato pubblicamente della vicenda, fino a stasera. Poco fa, su Instagram l’ex concorrente del Grande Fratello ha rotto il silenzio, sostenendo di voler continuare a «lottare per la verità».

«Cammino a testa alta»

«Per troppo tempo ho scelto il silenzio. Ho protetto con discrezione il dolore di essere stata nascosta in una relazione durata tre anni e poi tradita dalla persona che più amavo. Tradita nella fiducia, nella privacy, nella comunicazione e nelle promesse che ci eravamo fatti», ha scritto Lulù. Ha spiegato di aver sopportato per amore «il peso di calunnie non solo dal mio partner, ma anche da chi ha saputo manipolare la realtà, costruendo menzogne ai miei danni». «Oggi mi trovo di fronte a una condanna che, seppur difficile da affrontare, non spegne la mia determinazione. Cammino a testa alta – sottolinea Selassié – consapevole che la giustizia non si esaurisce in un singolo verdetto, ma è un processo in continua evoluzione. E io continuerò a lottare, non solo per la mia verità, ma per la verità assoluta».

«Disinformazione che mina la mia immagine e alimenta meccanismo pericoloso»

«Molti degli articoli diffusi in questi mesi sono costruiti con il solo scopo di generare scalpore, senza alcun rispetto per la realtà dei fatti. Questo tipo di disinformazione non solo mina la mia immagine, ma alimenta un meccanismo pericoloso in cui la verità viene sacrificata per il sensazionalismo», spiega la ragazza. E ha definito l’ultimo periodo il «più buio della mia vita». E infine: «Voglio ricordare, nel massimo rispetto degli organi giudicanti, che quella che emerge da un’aula di giustizia è la verità processuale. Nel momento in cui accadono episodi simili, la verità assoluta è in mano solo ai protagonisti degli episodi stessi. Da questo punto di visto io sono più che a posto con la mia coscienza e questa notte andrò a dormire tranquilla».

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