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Padova, l’azienda che offre 50 euro ai dipendenti che non scioperano: «Hanno scelto i clienti»

03 Aprile 2025 - 08:30 Ugo Milano
saldatore-operaio-metalmeccanico-azienda 50 euro chi non sciopera
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La denuncia dei sindacati - «è una pratica antisindacale» - e il dietrofront della Mita Spa

Buoni spesa da 50 euro a chi non sciopera. È questo il premio elargito da una ditta di Conselve (Padova) ai dipendenti che hanno deciso di non partecipare alla mobilitazione del 28 marzo per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. A denunciare l’iniziativa della zincheria a caldo Mita Spa è il  segretario generale dei metalmeccanici della Uil, Rocco Palombella. «Una vergogna» è la definzione data da Palombella al comportamento dell’azienda che il sindacato intende denunciare come pratica antisindacale. «È intollerabile la decisione dell’azienda – ha detto citato dal Corriere del Veneto —. Il comportamento di Federmeccanica ed Assistal, che tengono bloccata la trattativa per il rinnovo, crea comportamenti che rischiano di mettere in discussione l’intero sistema contrattuale. Invitiamo i lavoratori di Mita a rifiutare questa umiliazione», ha aggiunto invocando un provvedimenti di Federmeccanica.

L’offerta dei 50 euro

D’altronde, è esplicito il messaggio che alcuni dipendenti hanno trovato nel portale online della Mita Spa. «L’azienda intende ringraziarvi per la scelta di essere presenti al lavoro nella giornata di venerdì 28 marzo 2025, contribuendo alla continuità operativa e al rispetto degli impegni presi con i clienti. A testimonianza dell’apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato in questo momento delicato, vi informiamo che vi è stato riconosciuto un buono spesa del valore di 50 euro», si legge nel messaggio della ditta ai lavoratori. Da parte sua, l’azienda dà una giustificazione semplice della propria decisione: «Venerdì sono venuti al lavoro 29 operai su 60 – ha spiegato il responsabile amministrativo della zincheria, Gianluca Businaro -. In questo periodo ci sono tante commesse da evadere e i clienti sono in attesa. Di fronte a chi ha dato la priorità ai clienti, piuttosto che a un suo diritto sacrosanto, mi sono sentito di doverli ringraziare».

Il dietrofront

Tuttavia, non bastano le motivazioni a sfilarsi dall’accusa di pratica antisindacale. Per questo, la Mita ha già fatto sapere di essere intenzionata a tornare sui suoi passi e annullare i buoni. Ipotesi che con buone probabilità non sarebbe ben accolta dai dipendenti. «Ho agito per ignoranza, ma ero in buona fede – continua Businaro-. I buoni spesa non sono ancora stati emessi e il 3 aprile divulgherò un nuovo avviso in cui revocherò la promessa dei 50 euro, porgendo le mie scuse. Dovrò anche giustificarmi con la proprietà», ha aggiunto Businaro. Che fare, dunque? «Una soluzione potrebbe essere di premiare tutti – suggerisce Davide Crepaldi, segretario Uilm di Padova -. Le zincherie ormai sono poche, il lavoro c’è ed è anche pesante. Invece di fare mea culpa, si potrebbe estendere il buono a tutti i dipendenti».

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