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Ramy Elgaml, la controperizia della famiglia: «Urto con l’auto dei carabinieri prima della caduta: avrebbero evitato il semaforo»

03 Aprile 2025 - 17:58 Ugo Milano
ramy elgaml controperizia morte urto auto palo
ramy elgaml controperizia morte urto auto palo
Secondo Matteo Villaraggia, la caduta sarebbe stata causata da una frenata brusca, dovuta all'improvviso cambio di direzione dello scooter dopo il contatto. E rimangono dubbi riguardo al ruolo del palo semaforico

È stato un urto tra l’auto dei carabinieri e il motorino su cui viaggiava, nel sedile del passeggero, Ramy Elgaml a dirigere lo scooter verso il palo che ha obbligato l’amico Fares Bouzidi a frenare causando la caduta mortale. Questo il risultato della controperizia dell’ingegnere Matteo Villaraggia, incaricato dalla famiglia del giovane, che contraddice parzialmente la perizia condotta da Domenico Romaniello per conto della procura di Milano, in cui il militare accusato di omicidio stradale era scagionato da colpe. Secondo Villaraggia, infatti, nella zona non coperta dalle telecamere ci sarebbe stato un «contatto preliminare non avvenuto in prossimità del palo semaforico, bensì poco prima dell’intersezione quando i veicoli erano affiancati». Uno scontro di lieve entità che, però, avrebbe cambiato la direzione dello scooter: «Se il motociclo non fosse stato urtato dall’autoveicolo avrebbe proseguito mediante una traiettoria rettilinea, oltrepassando l’incrocio semaforizzato».

La frenata di Bouzidi

«Si esclude un urto tra autoveicolo e motociclo in prossimità del palo semaforico come ipotizzato dal consulente della Procura», scrive Villaraggia nella sua perizia contraddicendo una delle ipotesi formulate da Romaniello. Lo scontro mortale col palo del motorino di Ramy Elgaml e dell’amico Fares Bouzidi, a processo per resistenza a pubblico ufficiale e accusato di omicidio stradale, sarebbe stato una fortuita conseguenza di una brusca frenata del 22enne. Un azione resa necessaria dal contatto tra i due veicoli e che «ha generato una perdita di controllo del motociclo e la successiva caduta», anche a causa della scivolosità delle strisce d’attraversamento pedonale.

Il contatto con il palo e le analisi impossibili

Ricostruire completamente la dinamica della scena rimane però impossibile in assenza del palo del semaforo, smaltito dall’azienda dei rifiuti di Milano due giorni dopo l’incidente, prima che potesse essere sottoposto a ulteriori analisi. Una ispezione accurata avrebbe infatti, secondo Villaraggia, permesso di verificare la presenza di tracce che confermassero l’impatto tra Ramy Elgaml e il palo («tracce di abrasioni rilasciate dalla giacca, asportazioni di polvere»). Un elemento fondamentale per comprendere se, in assenza del palo, l’auto dei carabinieri avrebbe «sormontato ugualmente con il sottoscocca anteriore il corpo del passeggero del motociclo». Non solo. Un’analisi della deformazione del palo avrebbe anche permesso di comprendere la velocità del veicolo al momento dell’urto. Elementi che, però, non è dato sapere.

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