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Mangia un tramezzino con la tintura per i capelli della moglie, l’anziano e la telefonata complicata col Centro antiveleni: «Non mi ricovero»

03 Aprile 2025 - 16:50 Giulia Norvegno
Tramezzino maionese
Tramezzino maionese
La telefonata al Centro antiveleni di Verona, dove ogni anno arrivano circa 14 mila chiamate, spesso di bambini. La vicenda dell'anziano che ha rifiutato il ricovero e la sua fortuna

Un uomo di 80 anni ha scambiato per errore un tubetto di tintura per capelli della moglie con uno di maionese, spalmandolo su un tramezzino al prosciutto e formaggio e poi mangiandolo. I primi sintomi non hanno tardato a manifestarsi: dopo pochi minuti ha accusato mal di stomaco e un forte bruciore. A fornire le prime indicazioni su come gestire l’intossicazione è stata la dottoressa Lucia Drezza del Centro antiveleni di Verona, che nel giro di poche ore è riuscita a risolvere la situazione.

L’incidente è avvenuto venerdì 28 marzo nella casa dell’anziano, residente in provincia di Vicenza. Il panino, che a prima vista sembrava del tutto normale, conteneva in realtà una piccola quantità di ammoniaca, uno degli ingredienti presenti nella tintura per capelli conservata dalla moglie su una mensola della cucina. Nonostante l’iniziale preoccupazione, la vicenda si è conclusa senza gravi conseguenze: dal Centro antiveleni fanno sapere che, dopo la prima telefonata di emergenza, il paziente non ha più chiesto assistenza, segno che si è ripreso rapidamente.

L’allarme e la telefonata

«Siamo stati avvisati di questo caso dal Suem di Vicenza, allertato dai familiari dell’ottantenne», racconta il dottor Giorgio Ricci, responsabile dell’istituto. La gestione della situazione, però, si è rivelata complicata: «Il paziente ha rifiutato di recarsi al Pronto soccorso di Vicenza perché non voleva affrontare la fila e ha minimizzato i sintomi dell’intossicazione, dicendo in dialetto: “Non sto male, se peggioro ci andrò dopo”». Fortunatamente, il Centro antiveleni è abituato a gestire anche casi del genere. «La dottoressa Drezza gli ha consigliato di assumere farmaci protettivi per lo stomaco e la mucosa gastrica, come il pantoprazolo, e di restare a digiuno per almeno quattro ore. Solo dopo avrebbe dovuto provare a mangiare, per verificare l’assenza di difficoltà nella deglutizione».

Le ulcerazioni

A evitare conseguenze più gravi è stato il fatto che la tintura per capelli conteneva una quantità limitata di ammoniaca, al massimo il 10%. Inoltre, considerando la piccola quantità di “maionese” spalmata sul tramezzino, il paziente ha ingerito al massimo mezzo grammo della sostanza tossica. «Pur essendo una dose bassa, è comunque sufficiente a provocare disturbi gastrici e persino qualche ulcerazione, ma non è certo letale», spiega il dottor Ricci. Dopo il primo contatto con il Centro antiveleni, all’anziano è stato consigliato di richiamare in caso di peggioramento, ma non si è più fatto sentire. «Presumibilmente si è ristabilito nel giro di poche ore», concludono i medici.

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