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Le bufale sulla condanna di Marine Le Pen

04 Aprile 2025 - 19:40 David Puente
Sui social vengono omesse le informazioni riguardo le indagini e il processo, al fine di insinuare che non ci siano prove

Dopo la condanna in primo grado di Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi europei, sui social stanno circolando alcune narrazioni fuorvianti che mettono in dubbio la legittimità del procedimento e minimizzano la gravità dei fatti, omettendo elementi fondamentali e ignorando anni di indagini giudiziarie.

Per chi ha fretta

  • Si sostiene che l’Ufficio europeo antifrode (OLAF) avrebbe iniziato le indagini «proprio l’anno in cui Le Pen iniziò il mandato da europarlamentare». Queste iniziarono nel 2014, mentre Le Pen era già parlamentare dal 2004 e rieletta nel 2014.
  • Si sostiene che Le Pen fosse a conoscenza delle indagini dal 2014, ma non risulta affatto. La notifica dell’OLAF venne data solo a conclusione delle indagini nel 2016, iniziate nel 2015. Marine Le Pen lasciò il suo ruolo da europarlamentare nel 2017, in quanto eletta in Francia.
  • Si fa intendere che ci sarebbero voluti 10 anni per dichiarare Le Pen colpevole, ma questo non risulta.
  • Nel 2017, le autorità francesi ottennero le conclusioni delle indagini dell’OLAF, aprendo poi un’inchiesta penale in territorio francese.
  • Nel 2018, il Tribunale UE confermò le indagini dell’OLAF e chiese a Le Pen la restituzione dei fondi.
  • Fino al 2020, Marine Le Pen e altri esponenti del partito vennero indagati e interrogati dalle autorità francesi.
  • Si sostiene erroneamente che Marine Le Pen sia stata condannata per una email scritta da un ex europarlamentare. Il Tribunale francese riporta ben altre responsabilità.
  • Una email inviata il 22 giugno 2014 da Jean-Luc Schaffhauser, neoeletto deputato europeo del FN, al tesoriere del partito, Wallerand de Saint-Just, rivela che Le Pen fosse a conoscenza del sistema illegale e che di fatto lo sostenesse: «Quello che Marine ci chiede equivale a firmare per lavori fittizi».

Analisi

La narrazione viene condivisa con il seguente testo:

ECCO PER COSA È STATA CONDANNATA MARINE LE PEN

“Sto scoprendo cose sul caso Le Pen che nemmeno nella serie “ai confini della realtà”.

Sapete quando è partita l’indagine che ha portato alla recente sentenza di primo grado contro la Le Pen per uso indebito dei fondi messi a sua disposizione dalla UE per svolgere la propria attività di europarlamentare? L’Ufficio europeo antifrode (OLAF) dichiarò di aver rilevato irregolarità e aprì un’indagine amministrativa nei suoi confronti, udite udite, nel… 2014! Guarda caso proprio l’anno in cui Le Pen iniziò il mandato da europarlamentare francese a seguito delle elezioni europee che videro il partito di destra Front National ottenere una vittoria storica in Francia con il 24,89% delle preferenze ottenendo ben 24 seggi.

Quindi, secondo i fatti che dovremmo berci, alla neoeletta europarlamentare, forte di un’onda di consensi senza precedenti, venne praticamente concesso dalla UE di continuare ad accedere ai fondi e di utilizzarli indebitamente, fino al 2016, e la stessa Le Pen lo fece pur sapendo di essere sotto indagine dell’antifrode

Nemmeno una banda di minus habens certificati avrebbe potuto mettere in piedi una situazione più incoerente di questa in tutti i sensi. Non solo. Per decidere se alla fine i fondi erano stati utilizzati indebitamente, sono serviti alla magistratura 10 anni e guarda caso si è arrivati a una conclusione proprio quando la Le Pen ha ipotecato la vittoria delle prossime elezioni francesi. Ora iniziate a capire un po’ meglio quello che è successo? Eh?”

(Dall’account Twitter AXE)

BONUS

“Sapete su cosa è stata condannata Marine Le Pen? Sul fatto che un ex parlamentare del FN avrebbe scritto una mail in cui diceva che “Marine è d’accordo” sul fatto che non fossero i parlamentari a nominarsi i portaborse ma dovevano aspettare le indicazioni del partito”.

(Bonifacio Castellane su X)

STAY TUNED

La prima parte del testo

Il testo è composto da due pubblicazioni su X. La prima viene attribuita all’utente X “AXE” (@axe_xx_). Ecco il post, pubblicato il primo aprile 2025:

Il post genera disinformazione in merito al corso degli eventi.

Marine Le Pen venne eletta per la prima volta europarlamentare durante le elezioni del 2004, concludendo la sua esperienza europea nel giugno 2017, sostituita da Christelle Lechevalier, dopo la sua elezione all’Assemblea Nazionale francese.

L’OLAF ha svolto un’indagine amministrativa all’insaputa di Marine Le Pen fino al 2016, quando l’ufficio europeo antifrode pubblicò il proprio report. Pertanto, l’OLAF avviò formalmente le indagini nel 2015 per poi notificare il risultato un anno dopo. Non ci sono prove che Marine Le Pen fosse a conoscenza delle indagini prima del 2016. Se l’utente “Axe” è a conoscenza del contrario, potrebbe aprirsi un ulteriore caso giudiziario.

L’OLAF, per chiarezza, non aveva il potere di bloccare i fondi e le operazioni di Marine Le Pen durante le indagini. Concluse le indagini, il caso venne trasmesso dall’OLAF alla magistratura francese, la quale avviò un procedimento penale nel 2017. Di fatto, tra il 2018 e il 2020, Le Pen e altri esponenti del partito vennero di conseguenza indagati interrogati dalle autorità francesi.

Nel 2018, il Tribunale UE confermò le accuse relative all’uso illecito dei fondi pubblici, richiedendo alla leader del Front National di restituire 298.497,87 euro al Parlamento europeo.

Nel 2024, Marine Le Pen viene condannata in primo grado in Francia per i reati contestati e confermati già in passato dalle autorità europee. Di fatto, non ci sono voluti 10 anni per determinare un uso improprio del denaro pubblico.

La seconda parte del testo

La seconda parte è una ripresa di un post X pubblicato il 31 marzo 2025 dall’utente Bonifacio Castellane:

Il post nasconde le reali motivazioni della condanna di Marine Le Pen. Non si basa su una singola email, ma su quanto riscontrato negli anni dall’OLAF attraverso l’analisi della gestione dei fondi europei, documenti contabili, contratti e testimonianze.

Secondo quanto riportato da Le Monde, attraverso una diretta dal Tribunale francese, le persone ritenute colpevoli avevano firmato «contratti fittizi», riscontrando un sistema all’interno del partito. Nella stessa diretta, Le Monde riporta il testo di una email inviata il 22 giugno 2014 dal neoeletto Jean-Luc Schaffhauser, evidentemente preoccupato per le richieste di Marine Le Pen: «Quello che Marine ci chiede equivale a firmare per lavori fittizi… ed è il parlamentare che è penalmente responsabile dei propri soldi, anche se il partito ne trae vantaggio… Capisco le ragioni di Marine, ma saremo licenziati, perché i nostri usi saranno sicuramente esaminati con un gruppo così numeroso». L’email venne inviata al tesoriere del partito, il quale risposte così: «Credo che Marine sappia tutto questo…».

Ulteriori informazioni sul caso

Marine Le Pen non è l’unica persona coinvolta nel processo, in quanto risultano condannati anche altri 8 eurodeputati e 12 assistenti parlamentari. Il Tribunale francese ha stimato un danno totale di 2,9 milioni di euro.

Tra i condannati troviamo anche Yann Le Pen, sorella di Marine, indagata per ingiusta retribuzione mentre risultava collaboratrice dell’ex numero due del partito ed europarlamentare Bruno Gollnisch. Quest’ultimo è stato condannato a 3 anni.

Quello di Marine Le Pen non è l’unico caso, basti pensare che anche l’UKIP di Farage venne coinvolto in indagini simili, nel febbraio 2017, per 8 dei suoi europarlamentari. Tra il 2019 e il 2022, ben 108 europarlamentari hanno dovuto restituire oltre 2 milioni di euro per l’uso improprio dei fondi europei destinati agli assistenti. Altri 31 non restituirono le somme.

Conclusioni

Entrambi i contenuti copiati e incollati da X riportano informazioni fuorvianti sulla vicenda di Marine Le Pen, omettendo i reali dettagli relativi alle tempistiche e ai fatti presi in considerazione dai giudici per la condanna in primo grado.

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