Salvini apre il congresso della Lega: «Negoziamo con Trump sui dazi, azzeriamo le politiche suicide dell’Ue». La frecciata al M5s sul riarmo


«Benvenuto ai fratelli lombardi, veneti e piemontesi. Ma anche ai fratelli siciliani, pugliesi, romani. Per loro è la prima volta a un congresso della Lega». A Firenze si sono aperte oggi – sabato 5 aprile – le assise del Carroccio: non si tenevano dal dicembre 2013. Anche perché, tecnicamente, quello che si svolge questo week end a Firenze è il congresso nazionale di un partito giovanissimo: la Lega Salvini Premier, soggetto politico fondato nel dicembre 2017 per marcare la cesura con la “vecchia” Lega di Umberto Bossi, oberata da guai finanziari (dovette restituire 41 milioni sottratti al fisco) e dallo stigma duro a morire verso il Meridione, e pure verso la bandiera italiana tout court. Ad aprire il congresso, presieduto da Giancarlo Giorgetti, è stato proprio Matteo Salvini, candidato unico a succedere a se stesso alla segreteria del partito. «Il discorso politico lo farò domani, oggi vi dò solo il benvenuto», ha detto il vicepremier. Che però poi le linee direttrici della sua azione politica in questo momento le ha ribadite eccome. Anche tornando a dire la sua sul tema che tiene banco in tutto il mondo in questi giorni: i dazi di Donald Trump.
Il negoziato con gli Usa, la «ruspa» sulle politiche Ue
«La Lega è nata per proteggere e difendere. Non siamo contro l’Europa o gli stranieri, ma grazie a Dio siamo tutti diversi. Siamo però contro ogni guerra e conflitto, comprese le guerre commerciali», ha premesso Salvini, sottolineando come dal congresso della Lega arrivi «un messaggio costruttivo, proponiamo un futuro diverso: non sfiliamo in piazza con le idee confuse e le bandiere rosse sventolanti», ha detto il vicepremier attaccando il corteo del M5s contro il riarmo in partenza negli stessi minuti a Roma. Come si declina in concreto, dunque, quel no alle guerre commerciali? «Certo dobbiamo tutelare risparmi e il made in Italy, e quindi dobbiamo contrattare con gli americani. Sarà una trattativa complicata e delicata, ma è meglio dialogare che guerreggiare». Il vero mostro da abbattere, per Salvini, sono però le «politiche suicide dell’Ue: dobbiamo azzerare la burocrazia europea, il Green Deal e il Patto di Stabilità», ha arringato la platea, lodando le parole analoghe pronunciate questa mattina da Giorgetti (e condivise nei giorni scorsi pure dalla premier Giorgia Meloni). «Le auto europee sono in pericolo per colpa di Trump? No, della follia ecologista Ue che vorrebbe mettere fuori legge sette milioni di veicoli Euro 5. Azzeriamo le politiche suicide dell’Ue che stanno massacrano le nostre imprese!». Toni troppo alti per una forza di governo? Macché, assicura Salvini: «La Lega e il governo sono una cosa sola, siamo il collante, il garante della longevità del governo: Schlein e company si mettano l’anima in pace».
Da oggi la Lega ha un nuovo statuto
Il congresso federale del partito, riunito a Firenze, ha approvato gli aggiornamenti al testo dello statuto, senza altri emendamenti. A proclamare l’esito del voto (fatto per alzata di mano) è stato Giorgetti, in qualità di presidente del congresso. Il precedente statuto era stato approvato il 22 novembre 2018. Il nuovo conferma il “formato” nazionale del partito (e non più solo della Lega nord) e blinda il segretario (in carica per 4 anni, e non più tre) e il suo staff più vicino, cioè i vicesegretari (prevedendone un quarto) e di un pezzo del Consiglio federale, che è l’organo esecutivo del partito. Probabile escamotage per poter allargare il partito è l’azzeramento dell’anzianità di militanza, precedentemente richiesta ai 22 componenti del Consiglio federale e di almeno 5 anni. Per le altre cariche elettive a livello federale, servono almeno 3 anni. Spazio quindi anche ai leghisti del sud, che hanno tessere più recenti.