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Flavio Briatore e la Ferrari che merita di vincere un Mondiale: «Hamilton è una star come Senna»

05 Aprile 2025 - 07:33 Alba Romano
L'imprenditore racconta il suo ritorno in Formula 1. E spiega a che punto è l'Alpine

Flavio Briatore è rientrato in Formula 1 con l’alpine. «Questa è la Benetton, la Renault. Lo stabilimento di Enstone, in Inghilterra, l’ho costruito io. Quando ho visto l’Alpine in questa situazione ho parlato con Luca (De Meo, l’ad di Renault, ndr) e gli ho detto: sono molto incasinato, ma un po’ di tempo se vuoi lo trovo. Poi ho venduto gran parte del food&beverage, per cui diciamo che mi sono alleggerito», spiega a La Stampa. La rinascita, dice, è «al punto di partenza. Siamo partiti da molto lontano, solo nel 2026 avremo il pacchetto completo Mercedes, motore e cambio».

Il successo in Formula 1

Per l’Alpine bisognerà aspettare il prossimo anno. Al titolo punterà nel 2027: «Nel 2026 però dovremo essere competitivi». Poi spiega cosa ha fatto: «Intanto conoscevo gran parte dei ragazzi e la gente si ricorda subito che abbiamo vinto sette Mondiali insieme. Appena arrivato, ho fatto sistemare nella lobby le monoposto vincenti di Michael (Schumacher, ndr) e Fernando (Alonso, ndr): sembrava che si volesse dimenticare il passato. Siamo partiti in 1200, i 900 rimasti devono capire che produciamo una macchina, ma deve essere veloce. La producevano anche prima, solo che era lenta». Parla del team principal Oliver Oakes: «Gran lavoratore, è inglese, vive a due passi da Enstone».

Hamilton

Tra i grandi ci sono Schumacher, Alonso, Verstappen. E anche Hamilton: «Oltretutto è tra i personaggi più riconoscibili dello show. È cambiato il contorno, tutti vogliono ospitare un Gp, c’è la percezione di un evento da non perdere che attrae i giovani, quindi il futuro». E ancora: «Gli altri sono campioni, forse lui è l’unica vera star come lo era Senna». Poi il giudizio su Elkann: «Dal punto di vista del marketing, benissimo: per tutto l’inverno non si è parlato d’altro. Per il resto è presto per dirlo, anche se nella Sprint in Cina ha fatto una cosa eccezionale. La Ferrari ha due buoni piloti, ma lo erano anche Leclerc e Sainz». Infine: «Gestire la Ferrari non è semplice: ha organizzato il team nel modo giusto e merita di vincere un Mondiale. La squalifica è capitata anche a noi (Gasly, ndr), abbiamo fatto una riunione ad hoc perché certe cose non devono accadere».