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«Microsoft complice del genocidio a Gaza con l’AI». La clamorosa protesta di due ingegneri alla festa dell’azienda – Il video

05 Aprile 2025 - 19:03 Ygnazia Cigna
Le manifestanti si chiamano Ibtihal Aboussad e Vaniya Agrawal, ingegnere di software. E ora rischiano il licenziamento

Doveva essere una celebrazione, un momento di orgoglio per i 50 anni dalla fondazione di Microsoft. Ma si è trasformato in un palcoscenico per due proteste portate avanti proprio da chi conosce bene l’azienda. Due ingegneri di software, Ibtihal Aboussad e Vaniya Agrawal, hanno interrotto gli interventi pubblici durante l’evento accusando l’azienda di complicità nella guerra a Gaza e in particolare nell’uso dell’intelligenza artificiale a scopi militari. La prima protesta è avvenuta durante il discorso di Mustafa Suleyman, Ceo di Microsoft AI, che stava illustrando le nuove funzioni di Copilot. È in quel momento che Aboussad è salita sul palco: «Vergognatevi. Vi arricchite con la guerra. Smettete di usare l’AI per il genocidio nella nostra regione. Tutta Microsoft ha le mani sporche di sangue», ha gridato davanti a una platea tra cui sedeva anche Bill Gates, cofondatore dell’azienda.

Le proteste

Il video, che sta facendo il giro dei social, mostra l’ingegnere, da oltre tre anni impiegata nella divisione AI, lanciare una kefiah, simbolo della protesta palestinese, sul palco, prima di essere accompagnata fuori. Suleyman ha chiuso la scena con un laconico: «Grazie per la tua protesta, ti sto ascoltando». Poco dopo, un secondo episodio. Sul palco, in un raro incontro pubblico insieme, c’erano Bill Gates, Steve Ballmer e l’attuale Ceo Satya Nadella. Anche questo momento è stato interrotto da una protesta: Vaniya Agrawal, entrata in azienda solo nel settembre scorso, ha preso la parola per denunciare il coinvolgimento di Microsoft nelle operazioni militari in Medio Oriente. A differenza di Aboussad, Agrawal è stata accolta da fischi e ululati provenienti dal pubblico. Sul palco, i tre dirigenti hanno evitato qualsiasi commento.

Il contratto da 133 milioni di dollari

Alla base delle proteste, un contratto da 133 milioni di dollari tra Microsoft e il ministero della Difesa israeliano per lo sviluppo e l’uso di sistemi di intelligenza artificiale in ambito bellico, in particolare per l’identificazione dei bersagli nei bombardamenti.

La replica di Microsoft

La risposta di Microsoft è poi arrivata tramite una nota ufficiale: «Offriamo molti canali per far sentire tutte le voci. È importante che ciò avvenga in un modo che non causi interruzioni al lavoro aziendale. Se ciò accade, chiediamo ai protagonisti di allontanarsi. Ci impegniamo a garantire che le nostre pratiche rispettino gli standard più elevati». Nessun dettaglio su eventuali provvedimenti disciplinari. Secondo quanto riportato da Aboussad in un’intervista ad AP, né lei né Agrawal avrebbero più accesso ai propri account di lavoro: un chiaro segnale, sostiene, che entrambe siano state di fatto licenziate.

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