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Ilaria Sula e la gelosia della madre di Mark Samson: «Lo distraeva, non la volevo in casa». Le contraddizioni negli interrogatori dei genitori

05 Aprile 2025 - 08:42 Ugo Milano
ilaria sula mark samson
ilaria sula mark samson
Il 23enne sostiene di aver fatto tutto da solo la mattina del 26 marzo, quando i genitori non erano in casa. Nors e Rik Samson, però, hanno fornito agli inquirenti versioni contrastanti

«Non volevo che mio figlio frequentasse questa ragazza». Ilaria Sula non era vista di buon occhio da Nors Mazlapan, madre di Mark Samson. «Non la volevo giro in casa. Temevo lo distraesse troppo: mio figlio deve rimanere concentrato sullo studio». Forse, ipotizzano Corriere e Repubblica, anche qualcosa di più. Una distanza culturale tra la comunità filippina e la studentessa 22enne della Sapienza. E una questione religiosa – Nors è molto credente – che le avrebbe fatto pesare per un anno le visite di Ilaria Sula nell’appartamento del seminterrato di via Homs a Roma, dove tra il 25 e il 26 marzo Mark Samson ha confessato di averla uccisa prima di avvolgerla in un sacco nero, infilarla in un trolley e abbandonarla in un dirupo nei boschi di Capranica Prenestina a 40 chilometri da lì.

L’omicidio per gelosia: «Ho visto i messaggi di un altro, ho preso il coltello della colazione»

Il 23enne, studente di Architettura indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere, ha escluso ancora una volta il possibile coinvolgimento dei genitori: «Ho fatto tutto da solo, è stato un raptus». E poi, durante l’interrogatorio di garanzia che ha portato alla conferma della misura cautelare in carcere, ha aggiunto: «L’ho uccisa il 26 marzo mattina, i miei non erano in casa». Uno scatto di rabbia che, secondo il racconto di Mark Samson, sarebbe avvenuto per gelosia: «Le ho portato la colazione a letto, poi ho visto i messaggi di un altro». Il coltellino da pane era lì a portata di mano, così lo ha preso e ha sferrato tre coltellate al collo della 22enne ex fidanzata. Una rabbia improvvisa che, ha spiegato a Repubblica un suo amico d’infanzia, non era insolita per un ragazzo solitamente «timido, sorridente e riservato».

I dubbi sui genitori e le contraddizioni

La versione ancora non soddisfa gli inquirenti, soprattutto perché i due genitori del giovane nell’unico interrogatorio a cui sono stati sottoposti hanno spesso e volentieri fornito versioni contrastanti riguardo a cosa abbiano fatto tra il 25 e il 26 marzo. La madre ha allontanato ogni sospetto: «Dormivo, non mi sono accorta di nulla. E il giorno successivo sono uscita». Il marito, Rik Samson, ha confermato di essere in casa la sera del 25 marzo anche se, in un primo momento, aveva tentato di tirarsi fuori dalla questione: «Ero uscito, sono tornato solo il giorno dopo».

Nessun rumore

Entrambi, però, sono concordi nel sostenere di non aver sentito nessun rumore o lamento provenire dalla stanza di Mark. E come loro tutti i condomini del palazzo di via Homs, che hanno riferito di non aver udito grida provenire dal seminterrato. Rimangono però ancora da chiarire molti elementi: il sangue pulito (Mark sostiene di averlo fatto lui da solo), il trasporto di un corpo dentro una valigia fino alla macchina in pieno giorno a Roma. E la macchina stessa, condivisa da tutta la famiglia. La domanda rimane la stessa da giorni: che fossero in casa o no, possibile che per sette giorni, fino al ritrovamento del corpo di Ilaria Sula, i genitori di Mark Samson non si siano accorti di nulla?