Perché Bojan Panic ha ucciso il padre e ora è libero


«Ho ferito e colpito mio padre». La telefonata al 112 di ieri notte è stata probabilmente decisiva per il destino di Bojan Panic. Il 19enne chiamava da Mezzolombardo in provincia di Trento. Aveva appena accoltellato il padre Simeun, 46 anni, che era solito maltrattare la madre. E che nelle ore precedenti l’aveva minacciata di morte via WhatsApp. Proprio la madre ha provato il massaggio cardiaco per rianimarlo davanti al fratello di 17 anni. «Volevo solo difendere mia madre, temevo per lei, che potesse ucciderla», spiegherà nel corso dell’interrogatorio.
Il delitto
A pm e carabinieri il ragazzo ha raccontato di come ha fatto sparire il coltello a serramanico e altre armi da casa per evitare che il padre le usasse. Il ritardo del padre, spiega La Stampa, gli aveva fatto temere che fosse ubriaco. Proprio il primo coltello ha poi usato per ucciderlo. Bojan Panic è stato trasferito in carcere a Trento con l’accusa di omicidio volontario. Poi però in serata è stato rimesso in libertà su disposizione della stessa procura. L’omicidio si è consumato all’1,30 di notte. Lui faceva il muratore e lei la commessa. Erano arrivati a Laives in Alto Adige nel 2010. La madre Mika, 40 anni, non ha mai denunciato. Ai carabinieri ha raccontato le botte, l’ubriachezza, il ritorno a casa di giovedì alle 23.
Il padre e la madre
Aveva urlato e offeso la donna litigando e dandole della poco di buono. Lei si è spostata nella camera da letto. «Mi ero addormentata, poi ho sentito mio marito arrivare nella penombra urlando, insultandomi e pretendendo il mio cellulare», avrebbe riferito la 40enne. In quel momento Bojan Panic è saltato giù dal letto in cui si era stretto con il fratello minore e ha colpito il padre. I giudici hanno ritenuto che non sussistessero motivazioni per le esigenze cautelari. Non c’era pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove.