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Gli Usa revocano il visto ai rifugiati ucraini: «Via di qui entro 7 giorni». Ma era tutto un errore. Ecco cos’è successo

05 Aprile 2025 - 14:18 Ugo Milano
donald trump rifugiati ucraina
donald trump rifugiati ucraina
Venerdì 4 aprile un numero non precisato di cittadini ucraini ha ricevuto l'ordine di lasciare il Paese. Poi il Dipartimento della sicurezza nazionale si è corretto: «Non è cambiato nulla»

Una mail per certi versi attesa da migliaia di rifugiati ucraini negli Stati Uniti, quella in cui l’amministrazione Trump ha comunicato la revoca del loro status provvisorio di residenza legale. E in cui gli è stato intimato di lasciare il Paese entro sette giorni, se non avessero voluto «essere cercati e trovati dagli agenti federali». Il messaggio, secondo quanto riferiscono Reuters e Politico, è stato ricevuto da un numero imprecisato di cittadini ucraini sparsi sul territorio americano. Stando a Migrant insider, la ricezione della mail ha scatenato il panico nella comunità ucraina che ha immediatamente iniziato a martellare le linee telefoniche del Dipartimento per chiedere spiegazioni. Peccato che si tratti di un altro – l’ennesimo – errore: il portavoce del Dipartimento per la sicurezza nazionale ha infatti assicurato che nulla è cambiato e che la loro permanenza oltreoceano è assolutamente legale. Almeno per ora.

Trump e gli ucraini: «Non vogliamo far loro del male, sto valutando»

Non sono poche le volte in cui il presidente americano Donald Trump ha apertamente minacciato di abolire lo status di residenti temporanei a 240mila rifugiati ucraini. Fin dal giorno del suo insediamento, all’interno di quella pioggia di ordini esecutivi firmati dal tycoon, l’inquilino della Casa Bianca aveva ordinato la chiusura del programma Uniting for Ukraine, che aveva permesso a migliaia di civili di scappare dai raid ordinati da Mosca. Basta ingressi di rifugiati, stop ai permessi di lavoro e anche alla possibilità di chi già era giunto negli Stati Uniti di rinnovare il loro «visto di protezione» di durata biennale. Una decisione presa nell’ambito di una ben più ampia politica di chiusura dei confini e di freno all’ospitalità americana, in cui è già stato revocato il visto a oltre 530mila tra venezuelani, cubani e haitiani. Riguardo agli ucraini, qualche settimana fa Donald Trump aveva lasciato traspirare un filo di speranza: «Non vogliamo fare del male a nessuno, di certo non vogliamo fare del male a loro», aveva detto dal suo Studio Ovale. «Sto ancora valutando la questione. Ci sono persone che pensano che sia appropriato, altre no. Deciderò molto presto».

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