I viaggi in Africa e le telefonate tra Meloni e Descalzi, la «moral suasion» sul price cap Eni: così il governo punta all’effetto traino

A 24 ore dalla riduzione dello sconto sulle accise sul diesel deciso dal governo circa 10 giorni fa, arriva a sorpresa la decisione di Eni, la più importante società partecipata del Paese, di fissare un tetto massimo ai prezzi dei carburanti commercializzati da Enilive, pari a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro al litro per la benzina (circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali). Il price cap partirà lunedì 28 settembre, durerà 30 giorni e potrà essere esteso fino alla fine dell’anno, «in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti». Ma dietro la mossa della compagnia c’è un lavoro di settimane, anzi di mesi, dove a pesare è stata soprattutto la «moral suasion» del governo e il rapporto personale tra la premier Giorgia Meloni e l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, che si è fortificato negli anni grazie anche ai numerosi viaggi in Africa nell’ambito del Piano Mattei. I due – riporta il Corriere della Sera – si sono sentiti spesso proprio sulla questione carburanti. E già in una telefonata del 26 agosto, alla vigilia di una riunione del Consiglio dei ministri chiamato ad approvare l’ennesimo taglio temporaneo delle accise, avevano parlato di come uscire dalla logica delle misure tampone.
Il tetto al prezzo dei carburanti
Da entrambe le parti, però, viene sottolineato che la decisione è stata presa da Eni in «piena autonomia» e «senza pressioni indebite». La compagnia ricorda, inoltre, che già da marzo aveva seguito una politica di controllo dei prezzi, scaricando sulla clientela soltanto una parte degli aumenti determinati dall’andamento delle quotazioni internazionali. Per la benzina, precisa Eni, il tetto massimo da lunedì sarà di «circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali». E spiega che «la contrazione dell’offerta di prodotti raffinati sul mercato internazionale che deriva dalle crisi geopolitiche in corso, associata alla carenza di capacità di raffinazione a livello europeo (quasi 30 raffinerie chiuse negli ultimi 15 anni), ha portato i prezzi dei carburanti a livelli estremamente onerosi per le famiglie e le aziende italiane». Ieri, ai distributori la benzina costava 2,154 euro al litro e il gasolio 2,338. Da oggi lo sconto sul diesel si riduce a 6,1 centesimi al litro.
Le reazioni politiche
Palazzo Chigi ha immediatamente espresso il proprio apprezzamento, ringraziando Eni per «l’importante iniziativa» e definendo la scelta un «lodevole atto di attenzione all’Italia». Per Antonio Tajani è «un esempio concreto di come, soprattutto nei momenti difficili, debba funzionare il sistema Paese». Il vicepremier ha anche ribadito la posizione di Forza Italia, favorevole a «responsabilità, collaborazione e mercato» e contraria a nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti. La Lega apprezza la decisione ma chiede che anche altre grandi società seguano l’esempio di Eni. Adolfo Urso ringrazia la compagnia e dice: «Mi aspetto che altri ne seguano l’esempio».
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Le opposizioni contestano al governo di essere intervenuto tardi. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sostengono che il prezzo avrebbe dovuto essere calmierato da tempo. Francesco Boccia pone invece il tema del rapporto tra governo e grandi partecipate dallo Stato: «È Eni che deve supplire alle scelte del governo o è il governo che deve indicare una strategia chiara alle grandi partecipate dallo Stato?». Carlo Calenda considera la mossa di Eni un segnale di responsabilità verso il Paese, mentre Maurizio Landini critica l’operazione definendola uno «spot» e chiedendo interventi più precisi.
L’effetto traino
Ora – scrive la Repubblica – la questione sarà capire se il provvedimento di Eni resterà circoscritto alla propria rete o se produrrà l’effetto traino auspicato dal governo. Eni gestisce in Italia circa 4 mila stazioni di servizio, pari al 20% del totale. Il governo si aspetta quindi che anche le altre compagnie possano seguire la stessa strada. Il tetto durerà intanto un mese, con la possibilità di arrivare fino alla fine dell’anno. La scadenza riaprirà però il problema delle misure contro il caro carburanti.
Foto copertina: ANSA/FABIO FRUSTACI

