Difterite, cosa c’è di falso nel video sul vaccino e sui «metalli pesanti»
Circola un video in cui si sostiene che il vaccino contro la difterite non sia necessario e serva solo a «trasformare i sani in malati, iniettando metalli pesanti e altra immondizia». Il video è stato pubblicato il 30 agosto 2026 dalla pagina Facebook di Paola Arminio, farmacista di Casale Monferrato, successivamente diffuso da pagine di stampo No Vax. Di fatto, il video fa riferimento al caso della bambina di 4 anni morta a Palermo per difterite alla fine di agosto 2026, non vaccinata.
Il contenuto sotto analisi
Tra coloro che hanno diffuso il video troviamo la pagina Facebook “No Vax TV“.

Nel video, di oltre un minuto, Arminio parla in prima persona rivolta alla telecamera, rivendicando «oltre 30 anni di esperienza come farmacista» per sostenere di sapere «come si creano malati cronici», poi allarga il discorso accusando genericamente medici, avvocati, architetti e politici di avere un interesse economico a mantenere le persone malate.
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Perché dire che il vaccino della difterite “non è necessario” è falso
La vaccinazione contro la difterite è obbligatoria in Italia dal 1939. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità è una vaccinazione sicura ed efficace, che dal 1939 al 2015 ha permesso di prevenire circa due milioni di casi. All’inizio del Novecento la malattia causava ogni anno decine di migliaia di casi e circa 1.500 morti tra i bambini, secondo il portale sanitario della Regione Emilia-Romagna. Tra il 2019 e agosto 2026 in Italia i casi confermati dall’ISS sono stati 14, e più della metà riferiva un recente viaggio all’estero. La copertura vaccinale ha reso la malattia rarissima, ma una malattia rara non è una malattia scomparsa, ed è il motivo per cui il richiamo resta raccomandato.
Cosa contiene il vaccino secondo la scheda tecnica AIFA*
Nel vaccino esavalente Infanrix hexa, autorizzato in Italia, la componente antidifterica è un tossoide, cioè una forma inattivata della tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae, adsorbito su idrossido di alluminio con funzione di adiuvante. Secondo il foglio illustrativo e il riassunto delle caratteristiche del prodotto pubblicati da AIFA, ogni dose contiene 0,5 milligrammi di alluminio (Al3+) legato ai tossoidi difterico e tetanico e agli antigeni della pertosse, più 0,32 milligrammi legati alla componente dell’epatite B e dell’Hib.
I documenti non elencano il mercurio né altri metalli pesanti tra i componenti. Di fatto, l’alluminio c’è, ma è dichiarato in scheda tecnica come adiuvante. Il mercurio, invece, era usato in passato come conservante (thimerosal) in alcuni vaccini. In Italia il Ministero della Salute ne ha chiesto l’eliminazione con un decreto, fissando la scadenza al 31 dicembre 2002 e il ritiro dal commercio dei vaccini che lo contenevano al 30 giugno 2003, secondo una nota dell’Istituto Superiore di Sanità riportata da DottNet.
Sull’alluminio, Infovac, la piattaforma informativa sui vaccini del Centro di vaccinologia di Ginevra, riporta che con il latte materno un neonato ne ingerisce circa 7 milligrammi nei primi sei mesi di vita, mentre con le vaccinazioni raccomandate in Svizzera ne riceve circa 4,5 milligrammi. La stessa fonte precisa che dell’alluminio ingerito con gli alimenti solo una piccola parte passa nel sangue, mentre il resto viene eliminato con le feci.
Il caso di Palermo illustra l’opposto di quanto sostenuto nel video
La bambina morta a Palermo non era stata vaccinata per scelta dei genitori, come riportano Sky TG24 e Il Sole 24 Ore. I genitori, entrambi indagati per omicidio colposo, tramite il loro legale hanno chiesto di essere ascoltati per spiegare che la mancata vaccinazione era legata a un problema di salute della bambina. Un cuginetto della stessa età, contagiato dallo stesso batterio, era invece vaccinato, e ha sviluppato una forma di malattia molto più lieve, come riportato da Sky TG24. Di fatto, il caso illustra quello che i dati ISS dicono sul piano statistico ed è l’opposto di “il vaccino trasforma i sani in malati”.
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* Aggiornamento del 28 settembre 2026. In una versione precedente di questo articolo, nel paragrafo sulla composizione del vaccino, si affermava che né l’alluminio né il mercurio sono classificabili come metalli pesanti. L’affermazione era errata per quanto riguarda il mercurio. Sono state inoltre riformulate, con l’indicazione delle fonti, le affermazioni sul confronto tra l’alluminio dei vaccini e quello degli alimenti e sull’assenza del thimerosal dai vaccini pediatrici. Il riassunto delle caratteristiche del prodotto di Infanrix hexa pubblicato da AIFA non elenca mercurio né altri metalli pesanti tra i componenti e indica l’alluminio come adiuvante. È stato inoltre modificato il titolo dell’articolo.

