Fermo preventivo per i minori, ma no ai poteri speciali ai militari: cosa c’è nel Decreto sicurezza approvato dopo gli scontri di Milano
Il governo ha approvato il settimo pacchetto Sicurezza, questa volta dedicato ai fatti avvenuti tra sabato e domenica scorsi a Milano, quando agli scontri di piazza e all’assalto ai negozi del centro cittadino hanno partecipato anche un consistente numero di minorenni. È la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a illustrare – prima della conferenza stampa – le nuove misure varate dal Consiglio dei ministri, convocato oggi alle 17:30. «Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana, negozi saccheggiati, vetrine distrutte, forze dell’ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare», ha dichiarato Meloni, spiegando che il nuovo decreto introduce ulteriori strumenti per contrastare i disordini.
Nuovo reato per chi partecipa alle violenze durante le manifestazioni
Tra le principali novità c’è l’introduzione del reato di partecipazione violenta a una manifestazione. «Se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere e fino a 20 mila euro di multa», ha spiegato la premier. Le pene aumenteranno in presenza di aggravanti, come il volto coperto o il ferimento di altre persone. Il decreto prevede inoltre un inasprimento delle sanzioni per chi partecipa a devastazioni di gruppo.
La punibilità e il fermo preventivo anche per i minorenni
È inoltre prevista la punibilità dei minori. Il decreto interviene infatti sulla responsabilità dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Meloni ha ricordato che una norma già approvata dal governo e attualmente all’esame del Parlamento prevede la presunzione della capacità di comprendere le proprie azioni, salvo prova contraria. Con il nuovo provvedimento, ha spiegato, questa disposizione diventa immediatamente operativa.
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Il fermo preventivo, finora applicabile agli adulti, potrà inoltre essere esteso ai minorenni. Nel pomeriggio erano circolate indiscrezioni su un possibile stralcio della norma, ma nel video la premier ne conferma l’introduzione. La misura – spiega il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa – coinvolge anche «chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone». «Si fonda sul sospetto di commettere reati – ha aggiunto – anche nei confronti dei minori» su un fenomeno «inedito».
Inoltre «c’è una fattispecie autonoma» di reato «punita da 4 a 12 anni per chiunque anche mediante strumenti informatici o telematici promuova la formazione di un gruppo» per queste «manifestazioni violente», ha poi spiegato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in conferenza stampa. Non solo. Si estende ai minorenni la “flagranza differita” e, per i minori con più di 16 anni, si consente al giudice di disporre misure cautelari anche se interrompono i processi educativi in atto. Sono inoltre previsti anche più magistrati per la giustizia minorile e un aumento dei posti negli istituti, con l’obiettivo di rafforzare l’applicazione delle pene anche nei confronti dei più giovani.
«Chi rompe paga»: coinvolti anche i genitori dei minorenni
Un altro punto centrale del provvedimento riguarda il risarcimento dei danni. «Applichiamo un principio semplice: chi rompe paga e, se chi rompe è un minorenne, pagano i suoi genitori», dice la premier. In caso di danni a beni pubblici, come pensiline, semafori o mezzi delle forze dell’ordine, il prefetto potrà inviare un’ingiunzione di pagamento.
Per i danni a proprietà private, come vetrine, negozi e automobili, il proprietario potrà rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. «Chi ha subito il danno potrà rivalersi su tutto, sui beni di quella famiglia, anche sui soldi che lo Stato eventualmente le deve», ha aggiunto la presidente del Consiglio.
A Milano 500 militari in più fino alla fine dell’anno, ma senza poteri speciali
Tra gli interventi annunciati c’è anche il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio milanese, come previsto. «A Milano arrivano 500 militari in più fino alla fine dell’anno al fianco di polizie e carabinieri», ha dichiarato Meloni. Da tempo Guido Crosetto insiste a dire che, già con Strade sicure, i rappresentanti dell’Esercito finiscono per girare le strade senza avere un effettivo ruolo operativo, limitandosi a “mostrare” armi e divisa.
Proprio per questo, almeno fino a ieri 19 ottobre, l’idea era che i militari sarebbero arrivati in città ma avrebbero potuto avere funzioni di polizia giudiziaria e quindi la possibilità di identificare o fermare persone violente o sospette. Quando si è stretto sui dettagli però, dal ministero dell’Interno – come aveva anticipato Open – è arrivato l’alt del Quirinale a difesa delle prerogative di polizia e carabinieri e di tutta la catena operativa che, appunto, fa capo al Viminale.
Meloni: «Giovanissimi convocati da un video sui social»
Meloni ha indicato nelle frange antagoniste una delle componenti presenti durante gli scontri, sottolineando però anche la partecipazione di numerosi giovanissimi. «C’erano le frange antagoniste di sempre, quelle che a ogni corteo cercano lo scontro, però accanto a loro questa volta c’era qualcosa di nuovo», ha affermato. «Centinaia di giovanissimi, moltissimi di loro minorenni, arrivati in piccoli gruppi, convocati da un video sui social, ragazzi venuti in piazza per spaccare, rubare, filmarsi mentre lo fanno».
Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no. Ecco le misure che abbiamo approvato per contrastare la violenza e tutelare la sicurezza dei cittadini. https://t.co/kqk51X8YZa
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) October 20, 2026

