8 marzo – Giornata Internazionale della Donna

L’8 marzo è la data in cui si celebra la Giornata internazionale delle donne, una ricorrenza volta ad onorare la forza, i successi e il ruolo fondamentale delle donne nella società. Questa giornata è anche l’occasione per ricordare le battaglie passate e attuali per l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile. Ogni anno, in tutto il mondo, si tengono eventi, incontri e manifestazioni volti a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della parità di genere. In alcuni casi, queste iniziative si trasformano in vere e proprie proteste per rivendicare diritti ancora negati, denunciare discriminazioni e violenze di genere e sollecitare interventi concreti da parte delle istituzioni.
L’origine e la bufala dell’incendio
Sebbene la sua istituzione ufficiale risalga al 1975, le origini della Giornata internazionale della donna affondano nella fine dell’Ottocento, con la diffusione dei movimenti delle suffragette, impegnate nella lotta per il diritto di voto. Negli anni si sono diffuse alcune false credenze riguardo a questa ricorrenza, che rischiano di oscurarne il vero significato. Una delle più comuni è l’errata convinzione che la data sia legata all’incendio della fabbrica Triangle di New York, avvenuto il 25 marzo 1911, che causò la morte di 146 persone, per lo più donne immigrate. In realtà, questo tragico evento si verificò alcuni anni dopo l’istituzione della ricorrenza. Analogamente, non esistono prove storiche a supporto dell’esistenza di un secondo incendio che, secondo alcune versioni, si sarebbe verificato l’8 marzo del 1908.
La prima Giornata nazionale della donna venne celebrata ufficialmente il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti per iniziativa del Partito socialista americano, che scelse questa data in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi che, l’anno prima, avevano rivendicato con forza migliori condizioni di lavoro.
Perché l’8 marzo è la Festa della Donna?
Ma come si arriva a fissare la ricorrenza proprio l’8 marzo? L’avvento della Prima guerra mondiale bloccò tutte le celebrazioni dedicate alle donne nei Paesi belligeranti. Solo alcuni anni dopo, l’8 marzo 1917 le donne di San Pietroburgo scesero di nuovo in piazza, questa volta per chiedere “pane e pace”, in un clima di crescente tensione sociale e politica. Per commemorare questo evento storico, l’8 marzo fu scelto come Giornata internazionale dell’operaia dalla Seconda conferenza delle donne comuniste a Mosca, nel 1921. La data venne poi ufficializzata dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1975.
I colori e i simboli della Giornata della donna
Tradizionalmente, il colore rosa domina molte di queste manifestazioni, sebbene negli ultimi anni siano emerse critiche sul suo utilizzo, ritenuto da alcuni un’associazione stereotipata al genere femminile. In realtà, secondo il sito ufficiale dell’International woman day (Iwd), i colori simbolo della ricorrenza sono il verde, che rappresenta la speranza, il viola, simbolo di giustizia e dignità, e il bianco, che incarna purezza, solidarietà e sorellanza.
La Festa della donna in Europa
Nel giro di un anno l’interesse per questa ricorrenza raggiunse le sponde del Vecchio continente. Nel 1910 l’Internazionale socialista, riunitasi a Copenaghen, proclamò ufficialmente la prima Giornata della donna a livello internazionale. La proposta fu approvata all’unanimità durante la conferenza alla quale partecipavano più di cento donne provenienti da 17 Paesi diversi. Così, nel 1911, la Giornata si celebrò per la prima volta in Germania, Austria, Danimarca e Svizzera in data 19 marzo.
Giornata internazionale della donna in Italia
La prima Giornata delle donne in Italia fu celebrata nel 1922 su iniziativa del Partito comunista, ma con l’ascesa del regime fascista venne soppressa. La ricorrenza fu recuperata nel 1946 con la caduta della dittatura di Mussolini, grazie all’impegno dell’Udi, Unione Donne Italiane, fondata nel settembre del 1944 da donne appartenenti al Pci, al Psi, al Partito d’azione, alla Sinistra cristiana e alla Democrazia del lavoro.
Perché la mimosa
Fu sempre l’Udi che, nel 1946, scelse la mimosa come fiore simbolo dell’8 marzo, ma la decisione non fu immediata. In un primo momento si era pensato alla violetta, un fiore legato alla tradizione della sinistra europea. Tuttavia, furono Rita Montagnana, antifascista e partigiana, e Teresa Mattei, militante comunista, a proporre il rametto di mimosa. La loro scelta si basava su motivi pratici e simbolici: la mimosa è un fiore che sboccia proprio all’inizio di marzo ed è economico, quindi accessibile a tutti.