The Atlantic pubblica quasi tutta la chat della squadra di Trump sugli attacchi agli Houthi. La versione di Vance: «Nessun piano di guerra»


La testata statunitense The Atlantic ha rilasciato buona parte delle conversazioni dei collaboratori di Donald Trump che aveva inizialmente tenuto private per evitare di divulgare materiale eccessivamente sensibile. Nelle chat si legge esplicitamente di attacchi in medio oriente, con dettagli su orari e modalità. Poco dopo, il vicepresidente degli Usa JD Vance è tornato ad attaccare il direttore di The Atlantic Jeffrey Goldberg che ha sollevato il caso nei giorni scorsi dopo essere stato inserito nella chat dove i collaboratori del presidente degli Usa hanno condiviso i piani di attacco contro gli Houthi nello Yemen. Secondo quanto scrive JD Vance in un post su Truth, Goldberg avrebbe «venduto al rialzo» le informazioni lette nella chat su Signal.
Perché The Atlantic ha pubblicato la chat
La rivista spiega di aver deciso che «c’è un chiaro interesse pubblico nel divulgare il tipo di informazioni che i consiglieri di Trump hanno condiviso su Signal, soprattutto perché le figure di spicco dell’amministrazione stanno tentando di minimizzare il significato dei messaggi che sono stati condivisi». La testata specifica anche che non tutti i messaggi sono stati pubblicati. Inoltre, i giornalisti spiegano che la Cia ha chiesto di non divulgare il nome di un proprio agente che fungeva da capo dello staff del direttore dell’agenzia, John Ratcliffe. Nei messaggi condivisi ci sono informazioni dettagliate sui tipi di aerei utilizzati per colpire gli Houthi e il calendario degli attacchi. Si leggono anche opinioni schiette di alti funzionari dell’amministrazione Trump, tra Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz.
Il messaggio sull’attacco agli Houthi
Mentre l’amministrazione degli Usa sostiene che nelle chat non ci fossero piani di guerra contro gli Houthi, The Atlantic cita un messaggio inviato sulla chat da Pete Hegseth, segretario alla Difesa, che delinea i dettagli realativi ad attacchi che – si apprende dalla stessa chat – sono stati effettivamente sferrati.
«ORA (1144et): Il meteo è FAVOREVOLE. Appena CONFERMATO con CENTCOM siamo pronti per il lancio della missione (Centcom, o Comando Centrale, è il comando militare di combattimento per il Medio Oriente, ndr)». Il messaggio di Hegseth continua: «1345: Inizia la finestra di 1° attacco F-18 “basata su trigger” (il terrorista bersaglio si trova nella sua posizione nota, quindi DOVREBBE ESSERE IN ORARIO, inoltre, lancio di droni d’attacco (MQ-9)», scrive ancora The Atlantic, citando il messaggio del segretario alla difesa. «1215et: LANCIO F-18 (pacchetto 1° attacco)».

L’attacco di Vance: «The Atlantic ha esagerato»
Secondo Vance, quello di Goldberg sarebbe stato un autogol: «È molto chiaro che Goldberg ha esagerato riguardo ciò che aveva. Ma una cosa in particolare spicca davvero. Ricordate quando attaccava Ratcliffe per aver fatto saltare la copertura di un agente della CIA? A quanto pare Ratcliffe stava semplicemente nominando il suo capo di gabinetto». Il vice di Trump scrive il suo commento. Vance pubblica anche lo screenshot di un post su X di Taylor Budowich, vice capo di gabinetto della Casa Bianca. Vi si legge: «The Atlantic ha già abbandonato la sua narrativa di merda sui “piani di guerra” e, pubblicando la chat completa, ammette di aver MENTITO per perpetuare un’ALTRA bufala sul popolo americano. Che feccia!».
Informazioni segrete?
In seguito alla pubblicazione dell’articolo da parte dell’Atlantic, la direttrice della national intelligence americana, Tulsi Gabbard, in un’audizione alla Camera ha dichiarato che «non c’era nessun’informazione classificata» nella chat del Pentagono nella quale per sbaglio è stato inserito il direttore della testata.